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Impresa 4.0: Patuanelli firma il Piano Transizione

INDUSTRIA 4.0

È pronto a entratre in vigore il decreto attuativo del Piano Transizione 4.0 a sostegno dell’innovazione tecnologia e industriale per lo sviluppo delle imprese e della manifattura italiana.

 Sette miliardi di euro a disposizione delle imprese che investono in tecnologie green, innovazione digitale, produzione Made in Italy, ricerca e sviluppo. È questo l’ammontare delle risorse definito dal nuovo Piano Transizione 4.0, siglato lo scorso 26 maggio dal ministro allo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Tra i principali beneficiari del decreto attuativo rientrano microimprese, attività e aziende di ogni dimensione, pronte a scommettere sul rinnovamento dei processi e dei macchinari tramite la digitalizzazione e l’acquisizione delle opportune competenze.

Investire per crescere diventa così il mantra a cui il governo si affida per concretizzare il progetto di un’industria 4.0 con cui traghettare il Paese oltre il rischio recessione generato dalla crisi sanitaria. Per garantirsi la liquidità necessaria con cui affrontare le spese per lo sviluppo, le imprese potranno beneficiare di misure come il credito d’imposta, le ricapitalizzazioni e i finanziamenti a fondo perduto. In quest’ultimo caso, avranno la possibilità di affidarsi ai consulenti specializzati di Contributi Pmi, un punto di riferimento per il Sud Italia nel settore della finanza agevolata. È infatti utile avvalersi di un supporto professionale al fine di individuare i migliori bandi a cui applicare per ottenere i contributi senza obbligo di restituzione.

L’opportunità di accesso a fondi e contributi è indispensabile per mettere in atto gli obiettivi di transizione digitale, di competitività e di innovazione previsti in ottica 4.0 dal piano attuativo. Per rilanciare l’economia italiana provata dalla crisi generata dalla pandemia di Sars-CoV-2, è necessario che un numero sempre maggiore di micro, piccole e medie imprese investa strategicamente nella modernizzazione e nella digitalizzazione delle linee produttive, nelle attività di design e di innovazione estetica, nella sostenibilità ambientale, nella transizione ecologica, nella ricerca e nella formazione del personale.

In attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Piano Transizione 4.0 elaborato dal MiSE è stato inviato per essere messo al vaglio della Corte dei Conti. Se si ascoltano gli addetti ai lavori, la vera sfida che si prefigura starà nel riuscire a porre effettivamente in atto la rivoluzione digitale annunciata. Le premesse sono buone, ma bisognerà dimostrare di far funzionare al meglio quanto messo nero su bianco nel decreto. L’occasione è quella di ridurre il gap che separa l’industria e la manifattura italiana, spesso ancorata a sistemi produttivi tradizionali, da quella dei più moderni stati europei.