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Una prima udienza sulla questione dei miasmi, si è tenuta ieri mattina davanti al giudice della prima sezione civile del tribunale di Salerno. A costituirsi parte civile, un singolo cittadino, Raffaele Marino che aveva già chiesto alla magistratura di intervenire sulla puzza nauseabonda che da un anno avvolge la città di Battipaglia. Ha sposato la causa l’avvocato Antonietta Di Genova che ha indicato l’impianto di compostaggio di Eboli e il Centro di trattamento meccanico biologico di Battipaglia come fonte e origine dei miasmi. Si sono schierati al fianco di Marino anche il circolo Legambiente, rappresentato dal legale Italo Carbone intervenuto “ad adiuvandum”, e l’ingegnere ambientale Alfredo Vicinanza. Dall’altra parte siedevano i legali della Presidenza dei Ministri, attualmente proprietaria dell’ex Stir, i comune di Eboli, rappresentato da Ernesta Iorio e i legali rappresentanti della ditta Ladurner, e il legale rappresentante di della società provinciale Ecoambiente spa, Narciso Fusco. Grande assente il comune di Battipaglia. Per un mero errore di notifica l’udienza è stata rinviata al 5 ottobre.

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