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Polizia Locale Eboli: due uomini maltrattavano animali

La Polizia locale agli ordini del comandante Marco Garibaldi, in località Costa San Giovanni, ha sorpreso ( W.M.J) polacco di anni 58, che sul margine della strada era intento a prelevare un cinghiale catturato con un cappio d’acciaio posto in un passaggio obbligato per gli animali. Tale attrezzo nel modo in cui posizionato risultava pericoloso in quanto nel suo interno poteva essere accalappiato ed ucciso qualsiasi altro tipo di animale. L’uomo alla vista degli agenti si era nascosto tra gli arbusti, individuato è stato trovato in possesso di un fucile calibro 12 carico con due cartucce. Inoltre nella tasca del pantalone un coltello da cucina con lama di circa 13 centimetri. E’ stato inoltre verificato che il decesso del cinghiale era avvenuto tramite strangolamento da parte del cappio in acciaio appurato anche dalle Guardie Zoofile dell’ENPA con le quali si rinveniva ulteriormente ad una distanza di dieci metri dal primo ritrovamento un altro cinghiale morto, catturato con lo stesso metodo. Da un primo rilievo visivo, confermato successivamente anche dal medico veterinario intervenuto sul posto, si constatava che l’animale, nonostante immobilizzato dal cappio in acciaio, era stato abbattuto con un colpo di fucile sulla testa, ferita compatibile con il fucile rinvenuto negli arbusti. In quel terreno sono stati ritrovati altri 5 lacci, trappole d’acciaio a forma di cappio posti in percorsi obbligati per il passaggio degli animali selvatici. Successivamente,sul posto è giunto un ebolitano ottantenne, proprietario del terreno agricolo oggetto di controllo, il quale dichiarava che il fucile ritrovato era suo e che era regolarmente dichiarato, riferendo ancora che era stato prelevato dalla sua abitazione di campagna, a sua insaputa cosa confermata dalla polizia locale. Dei fatti è stato informato il P.M. di turno il Sostituto Procuratore Dottoressa Maria Chiara Minerva, la quale disponeva il sequestro amministrativo degli animali; il sequestro penale del fucile calibro 12 delle due cartucce e di uno dei cappi in acciaio. I caschi bianchi hanno proceduto alla perquisizione domiciliare nel casolare di campagna di proprietà dell’ebolitano, posto a circa 100 metri dal luogo del rinvenimento dei cinghiali morti, ove venivano rinvenute oltre 100 cartucce, una gabbia trappola a doppia scansione da cattura di cui una parte utilizzata per l’uccello di richiamo e l’altra parte per la cattura; una tagliola in ferro artigianale che aveva la capacità di stroncare gli arti inferiori a qualsiasi animale mammifero nonché essere umano ne capitasse nel suo interno, la stessa era munita di catena che non consentiva alla preda di poter scappare, una serie di cordine di acciaio del tipo rinvenute sul luogo della cattura degli ungulati. Inoltre, all’interno del frigo, nell’abitazione di campagna, si accertava la presenza di un ingente quantitativo di carne macellata in ritagli, probabilmente appartenete alla fauna selvatica (Cinghiali) di cui parte di essa veniva prelevata per il successivo esame presso l’ Asl veterinaria. Per il sequestro amministrativo degli animali abbattuti è stato contattato il dottore Cosimo Brenga della ASL U.O. Veterinaria che ha prelevato le due carcasse degli animali per le successive operazioni di rito. In relazione a quanto accertato emergevano elementi di reità per cui si procedeva al deferimento in stato di libertà dei due uomini, in ordine ai seguenti reati:
a) Art. 544 Ter C.P. Maltrattamento di animali;
b) Art. 697 C.P. omessa denuncia di possesso di munizionamento;
c) Art. 699 C.P. porto abusivo di armi;
d) Art. 672 C.P. omessa custodia di armi;
e) Art. 624 – 625 C.P. Tentato furto aggravato;
f) Art. 12 Legge 157/92 Esercizio di attività venatoria senza autorizzazione;
g) Art. 13, comma 5 Legge 157/92 Uso di mezzi vietati nell’attività venatoria;
h) Art. 21, comma 1, lettera U uso di munizioni non consentite per l’attività venatoria;
i) Art 22 Legge 157/92 Esercizio venatorio senza Licenza di porto di fucile.