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Capaccio Paestum, Palumbo querela Casciello

La giunta municipale di Capaccio Paestum ha dato mandato al sindaco di presentare denuncia nei confronti del deputato di Forza Italia Gigi Casciello dopo l’interrograzione parlamentare di quest’ultimo relativa all’intervento di realizzazione del Linora Village. Casciello, nell’interrogazione presentata il 2 agosto, ha parlato di “presunta esposizione ai rischi di una calamità naturale” e di “distruzione della flora autoctona”. Considerazioni che, insieme ad altre, sono state ritenute offensive dal Comune “in particolar modo nella parte in cui si ipotizzano reati di natura ambientale e di pubblica sicurezza”. Di qui la decisione di demandare al capostaff l’individuazione di quelle condotte che, poste in essere attraverso la stampa, sono potenzialmente idonee a screditare l’immagine e la reputazione dell’ente.

Non si è fatta attendere la replica di Casciello: “Lascia perplessi perché dovrebbe, invece, essere apprezzata positivamente e auspicata da un’amministrazione comunale l’attenzione delle istituzioni, peraltro su un tema sul quale si è concentrata l’attenzione della comunità, per dipanare ogni dubbio sulla sicurezza dell’intervento realizzato e sulla piena conformità dello stesso alle normative vigenti. La Giunta comunale di Capaccio Paestum parla di “inutili allarmismi”, in un’Italia che corre ai ripari sempre dopo le tragedie queste parole suonano addirittura come un maldestro sberleffo agli ultimi inquietanti e drammatici avvenimenti.E’ augurio di tutti che possano essere date risposte confortanti dai Ministeri interrogati circa il buon operato del Comune ma, ciò non di meno, data la delicatezza del tema che coinvolge l’incolumità e la sicurezza dei cittadini, dovrebbe essere interesse superiore e comune ogni approfondimento.È inutile sottolineare che sono assolutamente sereno, qualora il Sindaco Palumbo intendesse perseguire nello sporgere la querela, rispetto agli esiti della stessa, per la totale assenza di profili di lesione della altrui reputazione e perché ho solo esercitato il mio mandato di parlamentare nell’esclusivo interesse della comunità conformemente ai canoni più volte ribaditi dalla Cassazione secondo la quale le opinioni e i voti del parlamentare sono insindacabili quando siano esercizio di attività quali presentazioni di disegni di legge, proposte di legge, emendamenti, ordine del giorno, mozioni, risoluzioni, interpellanze e interrogazioni. La giurisprudenza ha, inoltre, interpretato estensivamente la garanzia anche riguardo alle dichiarazioni rese fuori dalle sedi parlamentari purché avvinte da un nesso funzionale all’attività parlamentare. Escludo che nell’azione della Giunta e del Sindaco di Capaccio Paestum ci sia intendo intimidatorio dell’azione parlamentare. Nel caso contrario, hanno scelto la persona sbagliata: le querele non mi hanno intimidito in 35 anni di giornalismo non potrebbero ora da parlamentare. Inquieta invece, che la Giunta cerchi di “avvisare”, nello stesso atto deliberativo, la stampa minacciando preventive querele per “condotte che potenzialmente screditino l’immagine e la reputazione dell’Ente”. Tale documento rappresenta sicuramente un incauto tentativo di condizionamento preventivo alla libertà di cronaca, e un attacco all’art. 21 della Costituzione”.