Attualità

1° Maggio, CGIL, CISL e UIL in piazza a Nocera

By Sud Tv

April 30, 2026

È il lavoro dignitoso il tema che segna il Primo Maggio 2026 nel salernitano, un territorio attraversato da criticità profonde: sicurezza nei cantieri, crisi industriale e difficoltà del sistema sanitario. Domani CGIL, CISL e UIL scenderanno in piazza insieme a Nocera Inferiore, in Piazza Diaz alle ore 9.30, per una manifestazione unitaria che rilancia con forza la necessità di nuove tutele e strumenti di contrattazione. A concludere la mobilitazione sarà Luigi Giove, segretario nazionale della CGIL, che interverrà a nome di tutte e tre le sigle.

La ricorrenza arriva in un momento particolarmente delicato per il territorio, segnato da una sequenza di morti sul lavoro che ha riportato il tema della sicurezza al centro del dibattito pubblico. Ai tre decessi registrati nei primi mesi del 2026 si aggiungono ulteriori casi su cui sono in corso accertamenti. Emblematica la vicenda di pochi giorni fa: un cittadino indiano, probabilmente impiegato in ambito lavorativo, lasciato in condizioni critiche davanti al pronto soccorso. «È una vera emergenza strutturale che, nel nostro territorio, ha assunto i contorni di una strage — dichiara Antonio Apadula, segretario generale della CGIL di Salerno– Siamo alla conta dei morti ed è diventato inutile il rituale messaggio di cordoglio dell’ora dopo. Il cantiere dell’Alta Velocità sta generando da settimane notevoli preoccupazioni». Per il sindacato non si tratta di fatalità: «Compressione dei tempi nei cantieri, ritmi insostenibili, catene di appalti e subappalti che scaricano responsabilità, controlli insufficienti. Non parliamo di incidenti, ma di veri e propri operaicidi».

Alla questione sicurezza si intrecciano altri fattori: la crisi industriale con vertenze aperte come Cooper Standard di Battipaglia e Fonderie Pisano, e la pressione sul sistema sanitario, con carenze strutturali e liste d’attesa sempre più lunghe. Sullo sfondo, il tema del salario: lavoratori che pur avendo un’occupazione faticano ad arrivare a fine mese, e giovani spinti a cercare altrove condizioni migliori. Un’emigrazione silenziosa che riguarda non solo il lavoro, ma la possibilità stessa di costruire un futuro.