“I territori non si difendono con gli slogan ma con scelte amministrative chiare e coerenti con obiettivi e politiche adottate; per questo motivo è necessario intervenire con urgenza e con misure ad hoc per tutelare l’agricoltura nelle Aree Interne e fermare lo spopolamento”.
Lo ha detto il vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori e presidenteprovinciale AIC Salerno, Donato Scaglione, nel suo intervento durante l’assegnazione del Premio Terra e Grani 2026, che si è tenuto ad Albanella, nel Salernitano, durante il convegno dal titolo “Dalla Spiga al Territorio – Alla riscoperta dei valori della terra”, organizzato e promosso dall’APS Mimì, alla presenza del presidente Giancarlo Carrano e del Comitato Scientifico, che ha voluto conferire il riconoscimento al presidente AIC Salerno per l’impegno a difesa dell’agricoltura italiana, la valorizzazione dei grani e la tutela del territorio.
“Privilegiare la filiera corta significa rafforzare un modello sostenibile in termini economici e di impatto ambientale, volto a tutelare il Made in Italy e le Aree Interne, che vivono di agricoltura e agroalimentare di eccellenza, tanto da occupare un ruolo strategico nel settore agricolo-turistico, la cui rete della cucina tipica locale va a incrementare e far crescere l’intero indotto della filiera corta agricola, creando economia.
Oggi tutti parlano di resilienza, di tutela delle Aree Interne e di contrasto allo spopolamento. Principi condivisibili – ha aggiunto Scaglione – ma devono tradursi in atti concreti, perché non possiamo chiedere di custodire il territorio e, contemporaneamente, varare provvedimenti che rendono sempre più difficile continuare a farlo.
Basti pensare – chiosa Scaglione – che la piccola colonia rischia di sparire dalla realtà giuridica riconosciuta, ma per decenni ha rappresentato un presidio economico e sociale nelle campagne italiane”.
Misure urgenti, quindi, quelle chieste da Scaglione alle Istituzioni affinché “Dalla spiga al territorio” diventi un impegno concreto per fare dell’agricoltura una leva di sviluppo economico, occupazionale e culturale, in grado di garantire un futuro ai piccoli borghi e alle comunità rurali.