Sono undici i casi di epatite A registrati nel Salernitano, mentre l’allerta partita da Napoli si allarga al resto della Campania: cinque a Scafati, dove altri tre pazienti erano già stati dimessi nel corso della settimana, uno a Vallo della Lucania con altri due in osservazione, e cinque ricoverati al Ruggi di Salerno.
Tutti presentano la sintomatologia classica della fase acuta con ittero, astenia e transaminasi molto elevate, talvolta accompagnate da febbre e vomito.
Segnalazioni sono giunte anche dai distretti sanitari della Valle dell’Irno e di Eboli. Proprio il caso ebolitano è, in queste ore, al vaglio dei sanitari. I sintomi del paziente sarebbero sopraggiunti dopo aver consumato sushi in un locale della zona. Se le analisi confermassero il nesso, scatterebbe il protocollo previsto: notifica obbligatoria all’ASL, indagine epidemiologica, ispezione del locale e vaccinazione profilattica dei contatti stretti. Al momento, però, non vi sono conferme ufficiali.
La Regione Campania, intanto, ha rafforzato sorveglianza epidemiologica, controlli sulla filiera alimentare e vaccinazione gratuita anti-HAV per personale sanitario, operatori del settore alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica. Le raccomandazioni sono di evitare molluschi crudi o poco cotti e frutti di bosco surgelati non portati a ebollizione, lavarsi le mani accuratamente e, in presenza di nausea persistente, urine scure, stanchezza intensa o ittero, rivolgersi immediatamente al medico.