Dare vita ad un Polo Sperimentale per l’Intelligenza Artificiale, il Pensiero Critico, l’Etica delle tecnologie e la Cittadinanza Digitale del Cilento e della Piana del Sele. È questa la proposta approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Altavilla Silentina nelle scorse settimane.
L’atto impegna sindaco e giunta ad avviare interlocuzioni istituzionali con Ministero dell’Istruzione, Regione Campania e Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, al fine di verificare la fattibilità di un progetto sperimentale che farebbe di Altavilla Silentina la sede del Polo, da costruire in rete con l’Università degli Studi di Salerno, il CNR e le istituzioni scolastiche del territorio. Un progetto che, stando alla delibera, si configurerebbe come una delle prime esperienze del genere nell’area del Cilento e della Piana del Sele, dove al momento non risultano poli formativi nati specificamente sull’integrazione tra IA, pensiero critico ed etica digitale.
«In un mondo in cui l’intelligenza artificiale prende un posto sempre più preponderante»- ha spiegato il consigliere comunale Emilio Iuliano, fautore dell’iniziativa- «è fondamentale attivare percorsi di formazione mirati alla creazione di figure professionali specializzate nella sua gestione e, soprattutto, applicarla alle vocazioni del territorio, come per quanto riguarda il nostro territorio l’agroalimentare». Per il consigliere, l’iniziativa, «unica sul territorio», potrebbe «aiutare a fermare l’emorragia dei giovani che vanno via» e dare loro «modo di esprimersi e realizzarsi qui, mettendosi al servizio del territorio stesso».
Rinviati a un successivo passaggio in giunta la costituzione del comitato promotore e lo studio di fattibilità tecnico-economica, tra le fonti di finanziamento individuate anche i fondi del PNRR e gli avvisi attuativi del decreto ministeriale 219/2025, che riserva il 40% delle risorse alle regioni del Mezzogiorno.
Un’idea innovativa per un’area geografica che, tra spopolamento e fuga dei giovani, scommette sull’intelligenza artificiale come possibile argine e sull’agroalimentare come “terreno” naturale da “coltivare”.