Home Attualità Breve storia del pallone da calcio dalle origini ai nostri giorni

Breve storia del pallone da calcio dalle origini ai nostri giorni

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Considerato lo sport più bello del mondo, almeno dall’imponente schiera dei suoi appassionati, il calcio ha una storia lunga quasi come la civilizzazione dei popoli. Il simbolo del football (o soccer, come viene chiamato negli Stati Uniti) è lui, il pallone, che viene calciato, passato, crossato, fatto correre per chilometri sul campo, fino ad essere spinto dagli abili piedi dei giocatori negli angoli più remoti della rete (abilità del portiere permettendo). Oggi ripercorreremo le origini e lo sviluppo della sfera che continua ad incantare sportivi e fan di tutto il mondo, perché il calcio, prima di tutto, dovrebbe essere uno sport che unisce, imprevedibile e divertente come le evoluzioni di una palla rotonda.

Dalla Cina al prototipo di Leonardo

La palla è sempre stata usata per giocare e praticare sport. Dal punto di vista dei ritrovamenti archeologici, alcuni esemplari sono stati rinvenuti negli angoli più remoti della terra, dalla Cina all’America Centrale. I materiali usati erano il cuoio, oppure degli involucri di lino tenuti insieme dallo spago e riempiti di capelli. Nulla ci è dato sapere, però sull’effettivo uso di queste palle, ovvero se venivano calciate con i piedi oppure se se ne faceva un utilizzo diverso. Per arrivare agli antenati dei palloni da calcio bisogna giungere fino al Medioevo, quando troviamo le prime testimonianze di partite di pallone giocate, con un senso del macabro non indifferente, prendendo a calci teschi umani e animali, oppure sfere ricavate dalle vesciche dei maiali.
Facciamo un altro salto in avanti per arrivare allo splendore rinascimentale fiorentino, ora che il calcio è diventato uno sport alla moda e si organizzano numerosi tornei fra fazioni avverse. Nel 1400, il pallone era fatto da quattro parti di cuoio cucite, di fattura piuttosto semplice ed erano decisamente pesanti. E qui entra “in gioco” (è proprio il caso di dire!) il genio di Leonardo da Vinci che, in occasione di uno studio approfondito sui solidi complessi, ideò la celebre forma composta da dodici pentagoni e venti esagoni. Guardando i suoi disegni viene quasi un tuffo al cuore, perché effettivamente il bozzetto è identico a quello che sarebbe poi diventato il protagonista che sfreccia sui campi da 90 metri. Leonardo non realizzò mai la sua invenzione, ma fece una profezia interessante riguardo al calcio: sarebbe diventato talmente popolare da incendiare gli animi degli spettatori, ovvero predisse la nascita degli ultras!

Il calcio moderno e le infinite declinazioni del pallone

Il 1872 è una data importante per il pallone: vengono fissate quelle che saranno poi le sue misure fino ad oggi, ovvero una circonferenza di circa 70 centimetri. Nascono anche le prime fabbriche, che realizzano sfere di pelle bovina composte di 18 parti, cucite tra di loro e gonfiate con aria. Questi palloni avevano un peso notevole e, soprattutto in caso di pioggia o terreno umido non rendevano le giocate solo difficili, ma anche piuttosto pericolose per l’incolumità dei giocatori.
La prima piccola rivoluzione fu opera di Mitre, che inventò una vernice per rendere i palloni più visibili sul terreno di gioco. Con gli anni 60 arriva finalmente il pallone realizzato interamente in materiale sintetico, più leggero e preciso. Adidas riesce ad imporre il suo celebre Telsar come pallone ufficiale durante i campionati mondiali di calcio del 1970. Fino a quel momento, la scelta del pallone nelle partite del torneo era indifferente: qualsiasi modello che rispettava certe misure e peso poteva essere ammesso. Il classico design che alterna il bianco degli esagoni al nero dei pentagoni è anch’esso opera di Adidas: in questo modo il pallone diventava molto più visibile durante le dirette televisive in bianco e nero. Con il passare degli anni, si è passati dalle originali 32 sezioni ad un numero molto inferiore di pannelli, che vengono uniti insieme tramite elettrosaldatura. La sfera ufficiale dei campionati europei 2020 si chiama Uniforia e il suo design colorato è ispirato dalla diversità delle culture che partecipano al torneo.
Un pallone realizzato secondo i più alti standard apporta sicuramente qualità anche nelle fasi di gioco. Il famigerato Jabulani, creato da Adidas nel 2010, era forse uno dei più veloci in assoluto, ma a discapito di un peso troppo limitato, che si traduceva in un comportamento a dir poco “irregolare” soprattutto nei tiri dalla distanza. I portieri non ne erano affatto contenti. D’altronde i materiali possono davvero fare la differenza. Basti pensare ai mazzi di carte professionali, che devono essere interamente in plastica e non di carta plastificata, oppure alle mazze da golf in acciaio, più pesanti di quelle in grafite, ma sicuramente più precise.

I palloni più famosi della storia

Tra i palloni più fortunati, merita sicuramente una menzione Ultimax, realizzato da Mitre nel 1998 e da molti considerato come uno dei più veloci in assoluto. Sempre di Mitre, il Delta 1000 è stata la palla usata in Gran Bretagna per più di un decennio, fino ai primi anni ‘90. Una sua versione “mini” era stata creata anche per il gioco del Subbuteo.
Per far scendere una lacrimuccia di commozione ad ogni tifoso, però basta pronunciare il nome di “Tango”, creato da Adidas nel 1978 e adottato durante i Mondiali di Spagna del 1982, che vide l’Italia vittoriosa al termine di un torneo ricco di emozioni. Tango era impermeabile ma molto delicato, tanto che spesso si doveva sostituire nel corso dello stesso match. Fu l’ultimo pallone interamente in cuoio usato durante una competizione mondiale.

Accanto ai campioni di club blasonati e nazionali che hanno fatto la storia, ci sono anche i giocatori in erba, i ragazzini che corrono appresso ad un pallone inseguendo un sogno. Spesso usano una sfera di spugna, per evitare di rompere troppe finestre e di danneggiare una moltitudine di vasi di fiori. Non il massimo per quanto riguarda il controllo e completamente inutilizzabile sotto la pioggia, il pallone di spugna (spesso di uno sgargiante giallo) è pur sempre un caro ricordo d’infanzia per ogni vero appassionato di questo sport.