di Erika Noschese
Rinviare a giudizio il colonnello Fabio Cagnazzo. È questo il primo atto del nuovo procuratore capo della Procura della Repubblica di Salerno, Raffaele Cantone, che rimescola le carte di un processo che inizialmente sembrava già scritto.
A marzo 2026, il Gup del Tribunale di Salerno ha disposto il non luogo a procedere nei confronti dell’esponente dell’Arma dei Carabinieri, coinvolto nell’omicidio del “sindaco pescatore” Angelo Vassallo. Il giudice, infatti, avrebbe ritenuto insufficienti o non abbastanza solide le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia per sostenere l’accusa contro Cagnazzo.
Oggi la svolta: la Procura di Salerno, “in accordo e condivisione con la Procura generale presso la Corte d’Appello di Salerno”, ha presentato ricorso contro la sentenza del Gup di Salerno del 27 marzo scorso, con la quale è stato dichiarato il non luogo a procedere nei confronti del colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, imputato di concorso nell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo e di partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.
La Procura salernitana, guidata dal procuratore Raffaele Cantone, ha quindi chiesto alla Corte d’Appello di disporne il rinvio a giudizio.
«Se ci sono nuovi o validi elementi è giusto che il pm voglia vederci chiaro. Non si tratta di un atto dovuto, ma di una precisa volontà da parte di chi vuole fare luce su un efferato delitto che, come dico sempre, non ha ucciso soltanto un uomo, ma ha colpito un intero territorio, cercando di fermarne le idee e il futuro, senza però riuscirci. Attendiamo fiduciosi l’esito dell’Appello, sempre alla ricerca della verità», ha dichiarato Dario Vassallo, fratello del sindaco e presidente dell’associazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore.