Quella dei consiglieri comunali di Campagna è stata “Una scelta ponderata, non impulsiva, maturata dopo mesi di riflessione e dopo due anni e mezzo in cui il modo di intendere il potere si è chiuso progressivamente al confronto”. Così il consigliere Gaetano Mirra del gruppo Campagna Coraggiosa definisce, in un post pubblicato sul suo profilo social, la decisione di rassegnare le dimissioni insieme ai colleghi Sara Romanzi e Adelfio Pierro e ad altri nove consiglieri d’assise, sfiduciando, di fatto, il sindaco di Campagna Biagio Luongo e ponendo fine alla sua esperienza amministrativa.
“Abbiamo deciso di restituire la parola ai cittadini, permettendo alla città di Campagna di tornare al voto nella prossima tornata elettorale e non nel 2027”, spiega. Nel post Mirra ripercorre le vicende che hanno portato alle dimissioni. Dopo la prima crisi era stato sottoscritto “un documento politico preciso, nel quale si chiedeva maggiore partecipazione, trasparenza e la possibilità di esercitare davvero il ruolo di indirizzo che spetta ai consiglieri comunali”. Ma quelle richieste “sono rimaste lettera morta”.
Tra le questioni decisive figura il trasferimento del servizio idrico alla società ASIS. “Negli ultimi giorni, nel più totale silenzio istituzionale, si sono svolti incontri e conferenze di servizio”, denunciano i dimissionari, mentre “il Consiglio comunale non ne è stato informato, né prima né dopo”. Un metodo di governo definito “chiuso, verticistico, impermeabile al dialogo”.
Non manca il riferimento alla vicenda bollette “pazze”: “Con la gestione del buon assessore Almerico Fontana, indicato come colpevole, si vedevano file di persone davanti all’Ufficio Tributi per contestare gli importi, oggi, dopo il cambio di gestione, quelle stesse persone sono ancora lì, con la stessa rabbia e la stessa frustrazione. Questa è la prova che non è cambiato nulla rispetto a prima”. Anche i nuovi assessori nominati dopo la crisi non sarebbero stati “realmente messi nelle condizioni di operare”. L’assessore ai lavori pubblici “ha dovuto scontrarsi con un vero e proprio ‘muro di gomma’”. Parlando anche a nome del proprio gruppo consiliare, Mirra afferma: “Abbiamo scelto di non essere complici del silenzio. Abbiamo scelto di dire basta a un modo di amministrare che non riconosce la collegialità, che teme il confronto e che considera il dialogo un ostacolo anziché una risorsa“.
Il messaggio si conclude con un appello alla città: “Con le dimissioni di oggi si chiude una fase politica segnata da chiusura e mancanza di ascolto. Ma si apre, ne siamo convinti, una nuova stagione per Campagna“. E un richiamo finale: “Ogni volta che il potere si chiude, la coscienza civile si indebolisce. E se la politica diventa il terreno dei pochi, sarà la voce di chi crede nel coraggio, nella libertà e nella dignità delle istituzioni a ricordare che Campagna appartiene a tutti“.