Anche non scegliere è una scelta. E quella di Gaetano Paolino, sindaco di Capaccio Paestum, appare oggi come l’ennesimo rinvio.
Dopo mesi di richieste per un cambio di passo, il primo cittadino ha annunciato che la revisione della Giunta potrà arrivare soltanto entro dicembre, al termine del percorso legato alle prescrizioni del prefetto in materia di anticorruzione e riequilibrio finanziario. Nel frattempo, però, nessun nome e nessuna indicazione concreta.
Tradotto, la politica resta sospesa. Paolino rivendica i vincoli imposti dalla complessa situazione dell’ente, ma la sua maggioranza appare sempre più fragile e priva di una chiara identità. L’ipotesi di pescare nuovi assessori tra i consiglieri potrebbe trasformarsi in un rischio politico, mentre si guarda a professionalità esterne alle istituzioni.
A rendere ancora più evidente la tensione è stata la seduta consiliare di ieri sera, disertata dal sindaco e da gran parte della maggioranza dopo un’infuocata riunione. Gli assenti hanno motivato la scelta con l’inserimento tardivo di un punto all’ordine del giorno, successivo alla comunicazione dell’assenza di una collega.
Durissima Adele Renna: «Dopo quattordici mesi, un cambio di passo non è più rinviabile». La consigliera ha escluso un suo ingresso in Giunta, chiedendo però una risposta immediata: o si apre una nuova fase amministrativa, con l’azzeramento totale dell’esecutivo, oppure potrebbero non esserci più le condizioni politiche per proseguire.
Critica anche Simona Corradino. Sullo sfondo resta il nodo dei conti e il rischio di un commissariamento che, dopo l’ulteriore diniego sulla salvaguardia di bilancio, appare sempre più concreto. il prefetto Francesco Esposito dovrà ora concedere un ulteriore tempo per l’approvazione del bilancio e se ciò non dovesse avvenire allora si procederà allo scioglimento del consiglio comunale.