Il grido d’allarme lanciato a livello nazionale dalla Cna trova un’eco profonda e preoccupata nel territorio salernitano.
Il monitoraggio della Confederazione parla chiaro: l’energia elettrica guida la classifica dei rincari con un aumento del 60%, trascinando con sé materiali fondamentali come rame, alluminio e ferro. Una tempesta perfetta che rischia di abbattersi con violenza inedita sulla provincia di Salerno.
A farsi interpreti del malessere del comparto produttivo locale sono il Presidente di Cna Salerno, Antonio Citro, e la Direttrice, Simona Paolillo, che sottolineano come la morfologia economica del Salernitano renda il territorio particolarmente vulnerabile.
“Il nostro tessuto imprenditoriale è composto prevalentemente da micro e nano imprese, dichiara il Presidente Antonio Citro – un rincaro dell’energia elettrica di tale portata non è un semplice costo aggiuntivo, ma un rischio concreto di chiusura. In un sistema così atomizzato, l’aumento dei costi fissi può provocare un incidente produttivo irreversibile, con conseguenze drammatiche sull’occupazione e sulla tenuta sociale della nostra provincia”.
I dati sono impietosi: per le imprese di trasformazione dei lapidei l’energia incide fino al 30-35% dei costi totali, mentre per i prodotti da forno e le tinto-lavanderie la bolletta sta diventando la voce di spesa principale, arrivando a toccare punte del 40%. A questo si aggiunge l’incertezza dei listini, validi spesso solo per 24 ore, che rende impossibile ogni programmazione economica minima.
Oltre ai fattori geopolitici e ai conflitti internazionali, la Cna Salerno punta il dito contro possibili distorsioni del mercato.
“C’è il forte timore che, all’ombra delle tensioni internazionali, si nascondano manovre speculative ai danni dei piccoli produttori- evidenzia la Direttrice Simona Paolillo- Non è accettabile che il prezzo dell’energia in Italia viaggi su binari così distanti da quelli di altri partner europei”. Da qui la sollecitazione alle autorità competenti e alle forze dell’ordine a effettuare controlli serrati e costanti lungo tutta la filiera.
“Bisogna scongiurare che qualcuno approfitti dell’emergenza per gonfiare artificialmente i prezzi, dando il colpo di grazia a un’economia provinciale che sta già facendo sforzi enormi per restare competitiva- hanno aggiunto i vertici – Cna Salerno continuerà a monitorare la situazione, offrendo supporto alle imprese associate, ma ribadisce che senza un intervento strutturale e una vigilanza rigorosa contro i furbetti dei listini, il patrimonio artigiano del territorio rischia una desertificazione senza precedenti”.
“Come Cna Salerno ci stiamo cimentando nell’attivazione di un vero e proprio sportello energia che offra consulenza e assistenza per ridurre i costi energetici, avere incentivi sui consumi e gli investimenti ad impatto energetico e sui cambiamenti climatici a breve partirà inoltre la road map di incontri su Certiquality ovvero la più grande comunità energetica rinnovabile, di rilievo nazionale di cui Cna Salerno fa parte da più di un anno. Finora abbiamo voluto attenzionare l’evolversi dei provvedimenti normativi ora i tempi sono maturi per poter erogare questi servizi con un team di esperti seri e professionali e partnership con aziende importanti che favoriranno gli interessi di tutta la comunità Cna Salerno dalle imprese ai pensionati”, dicono all’unisono Citro e Paolillo.