SALERNO. “Un tavolo interistituzionale regionale in aggiornamento con i Ministeri e che metta in rete istituzioni, associazioni di categoria e parti sociali, per fare fronte comune al carovita e agli insostenibili prezzi del gasolio che stanno mettendo in ginocchio agricoltori, autotrasportatori, piccole e medie imprese e famiglie”.
È quanto chiesto, nero su bianco, in una missiva indirizzata all’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, e al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, dal vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori e presidente di AIC Campania e AIC Salerno, Donato Scaglione.
“L’agricoltura sta attraversando una fase estremamente delicata. Il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto livelli che mettono in difficoltà la sostenibilità economica delle nostre aziende. Siamo dinanzi a un problema che rischia di compromettere la capacità stessa degli agricoltori di continuare a produrre”.
Scrive Scaglione, intervenendo sulla crisi che sta interessando il settore agricolo e l’intero sistema dei trasporti, illustrando i dati elaborati da AIC Campania: “A gennaio 2026 il gasolio agricolo costava 0,969 euro al litro, a ottobre ha raggiunto 1,617 euro, con un incremento di circa il 67%. Questi numeri significano maggiori costi per lavorare i terreni, raccogliere i prodotti, movimentare le macchine agricole e garantire tutte le operazioni indispensabili per la produzione”.
“In queste settimane, inoltre, in Campania si stanno svolgendo le operazioni di raccolta delle olive e di altre produzioni stagionali e le aziende usano trattori, scuotitori, macchine raccoglitrici, mezzi di movimentazione e attrezzature alimentate a gasolio i cui costi, aggiunti a quelli della trasformazione, dell’energia, della manodopera e del trasporto, sono insostenibili, tanto da superare i guadagni”.
Poi, il riferimento alla crisi del settore autotrasporti, che sta vedendo da giorni gli autotrasportatori del Sud incrociare le braccia e fermarsi in segno di protesta contro il carovita.
“Le difficoltà dei camionisti e quelle degli agricoltori hanno una radice comune: l’aumento dei costi energetici che riduce progressivamente i margini delle imprese. Se aumentano i costi del trasporto, aumentano anche quelli necessari per portare i prodotti dai campi ai centri di raccolta, ai mercati e ai punti di distribuzione, viene compromessa tutta la filiera”.
“Con l’aumento dei costi, a pagarne le conseguenze sono anche i consumatori finali e quindi le famiglie, costrette a fare i conti con un potere d’acquisto sempre più basso. L’AIC è vicina e condivide le preoccupazioni di agricoltori e autotrasportatori, per questo – chiede Scaglione – riteniamo necessaria l’istituzione di un tavolo interistituzionale permanente presso ogni regione per discutere delle soluzioni concrete da adottare che tutelino il tessuto produttivo del Paese, i consumatori e il potere d’acquisto delle famiglie”.