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Battipaglia: la Fials rivendica la “gravissima carenza di personale ad Ostetricia e Ginecologia”

Gravissima carenza di personale ad Ostetricia e Ginecologia del “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. Con una lettera inviata ai vertici aziendali alla sindaca Cecilia Francese e all’ordine delle ostetriche, la Fials, con il Dirigente Fials Provinciale Carlo Lopopolo, il segretario Provinciale Generale, Salvatore di Candia ed i Delegati RSU FIALS: Alfonso Napoletano – Carimando Saverio, Mario Marmo e Salvatore Di Candia scrivono: “la Fials intintende porre alla Vostra attenzione problematiche alquanto complesse che: “affliggono l’U.O. Ginecologia e Ostetricia del Presidio S. Maria della Speranza di Battipaglia che riveste un ruolo di primissimo piano nella rete Punti Nascita della Regione Campania con circa 1100 parti annui”.

La principale problematica su cui:”intendiamo soffermarci riguarda la dotazione organica delle Ostetriche ad oggi formata da 16 unità (9 a tempo indeterminato e 7 con contratto di somministrazione), in netto contratto con il Decreto della Regione Campania n. 67 del 14/07/2016. I contratti delle 7 Ostetriche interinali termineranno il 31/12/2019, andando così a compromettere una situazione già deficitaria, infatti, rimarrebbero soltanto 9 unità a dover garantire l’intera attività nell’Unita Operativa Ostetricia e Ginecologia, Sala Parto, Sala Operatoria, Sala Travaglio, PS Ostetrico e Ginecologico e le varie attività ambulatoriali svolte all’interno del reparto (registrazione nascita, tracciati ecc).”

Ad oggi scrivono: “sono presenti 3 ostetriche per ogni turnazione che devono occuparsi contemporaneamente della Sala Parto, Sala Operatoria, Sala Travaglio, PS Ostetrico Ginecologico (500 accessi mensili), registrazione nascita, tutte attività complesse che necessitano di un certo livello di attenzione e che non devono essere interrotte per il sopraggiungersi di ulteriori attività.
Dal 31/12 come definito dalla Delibera Aziendale n. 384 del 16/12/2019, le 7 unità interinali non verranno rinnovate andando così a compromettere una situazione già deficitaria, infatti, rimarrebbero soltanto 9 unità a dover garantire l’intera attività assistenziale con la presenza di solo 2 unità ostetriche per ogni turno lavorativo, obliterando gli operatori di eccessivi carichi di lavoro, in quanto costretti ad operare in condizioni difficili e, non permettendo l’adeguato recupero psicofisico degli stessi”.

Tale situazione per i sindacati:”metterà a dura prova la resistenza psico-fisica degli operatori generando un chiaro rischio per la salute degli stessi e dei pazienti. Infatti, nonostante l’impegno profuso è sempre più difficile garantire l’assistenza in sicurezza, inoltre è forte la preoccupazione e la paura che si possano verificare episodi di “mal pratica”, dovuti ad eccessivi carichi di lavoro,e continue distrazioni per ottemperare a tutte le attività. Questa situazione, potrebbe, quindi esporre sia i pazienti/utenti sia gli stessi operatori sanitari in servizio ad importanti rischi per la difficoltà di fornire un’assistenza adeguata”.

Con una dotazione organica sottostimata è praticamente: “impossibile garantire i Lea; non ci sono i presupposti, oltretutto dobbiamo considerare la totale assenza di Operatori Socio Sanitari, pertanto le ostetriche, oltre a svolgere le loro mansioni devono sovraccaricarsi impropriamente di tutte quelle attività che a loro non competono, si viene a generane una vera e propria deprofessionalizzazione del loro profilo professionale.”

Infatti, la figura dell’Operatore Socio Sanitario: “non è presente né in Sala Travaglio tantomeno in Sala Parto, ragion per cui le Ostetriche in servizio sono costrette a farsi carico dell’assenza strutturale del personale di supporto all’interno di queste sale, occupandosi di mansioni del tutto inferiori al loro profilo professionale come la pulizia dei presidi, ferri chirurgici e successiva sterilizzazione, del letto, igiene e mobilizzazione della donna, trasporto della stessa in sala e poi in degenza.”

La questione riguardante la deprofessionalizzazione del personale è stata più volte:”riscontrata nelle precedenti note della nostra O.S. Fials. Ulteriore problematica che intendiamo sottoporre riguarda l’utilizzo improprio di un’unità ostetrica per compiti meramente amministrativi, infatti, 3 giorni a settimana la stessa è impegnata al mattino per effettuare le “registrazioni nascita”, attività che in tutti gli Ospedali di Italia viene svolta da personale amministrativo, ulteriore evento deprofessionale che coinvolge tale figura.Questa diversificazione di professioni è totalmente in contrapposizione con il modello organizzativo mono professionale, che si basa solo ed esclusivamente su risorse adeguatamente preparate per lo specifico setting assistenziale dell’area materno infantile, D.M. 740/1994.Necessariamente si avverte la necessità di applicare quanto prima anche nell’U.O. Ostetricia e Ginecologia di Battipaglia, il modello mono professionale, supportata principalmente dalla Normativa del Ministero della Salute “linee di indirizzo per la definizione e l’organizzazione dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico (BRO)”.”

La riorganizzazione dei Punti Nascita, attivata con:”l’accordo Stato Regioni del 2010 ha posto le linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione dei tagli cesarei. Questo processo di aggiornamento, avviato all’insegna delle sostenibilità del sistema, non può prescindere dai criteri fondamentali di appropriatezza, qualità e sicurezza delle cure, da ottenere attraverso una pianificazione organizzativa che preveda un adeguato e
Prot. sp 78/2019 appropriato utilizzo delle risorse, anche professionali: il professionista adatto, per una risposta adeguata, al momento e al posto giusto, oltre a necessitare del numero esatto di risorse tali da mettere in pratica questo modello”.

In virtù di quanto appena descritto emergono criticità importanti che: “mettono a repentaglio l’applicazione e la funzionalità del modello mono professionale. La nostra O.S. crede fortemente in questo modello organizzativo cosi come indicato nelle precedenti note inviate, ma soprattutto nell’evoluzione della professione che deve favorire soprattutto un cambio culturale visto i dati percentuali allarmanti riguardanti i parti fisiologici al di sotto di quasi tutti i punti nascita nazionali, bisogna necessariamente superare questo scoglio e favorire , piuttosto, un riordino complessivo del sistema, un approccio integrato in cui le misure di programmazione sanitaria, a livello nazionale e regionale, sappiano coniugarsi con l’implementazione di iniziative di educazione e di protocolli clinico-organizzativi a livello locale.”

In virtù di quanto sopra descritto la scrivente organizzazione sindacale Fials chiede:” di integrare completamente la dotazione organica delle ostetriche e di fronteggiare immediatamente la fuoriuscita delle 7 ostetriche interinali, ribadiamo che secondo la nostra O.S. Fials l’avviso pubblico non potrà in tempi stretti superare questa carenza, pertanto chiediamo di valutare altre fonti di reclutamento immediate, necessarie a garantire i LEA e il numero di operatori per turno; prevedere la presenza di Operatori Socio Sanitaria all’interno della sala parto e sala travaglio, per fronteggiare tutte le attività inerenti le loro competenze, diversamente, ci vedremo costretti, ad adire le competenti sedi legali per la tutela dei diritti e della dignità professionale dei professionisti; Personale dedicato al Pronto Soccorso Ginecologico Ostetrico che possa davvero fornire quel servizio per cui è stato creato e che veda il personale ostetrico avere un ruolo cardine al suo interno e non solo destinato ad aspetti amministrativi e burocratici non consoni alla loro professione”

ed ancora: “Personale amministrativo dedicato all’ufficio “registrazione nascita” invece di utilizzare personale ostetrico e sottrarlo alle attività assistenziali come indicato nel proprio profilo professionale. Attivazione del modello professionale nell’ U.O. Ostetricia e Ginecologia di Battipaglia e non solo, infatti l’O.S. Fials chiede di estendere la richiesta a tutti i punti nascita della Provincia, ovviamente con l’adeguato numero di risorse. Redazione immediata di un bando di Concorso per Collaboratore Professionale Sanitario Ostetrica cat D.
Ci rendiamo conto che alcune delle nostre precedenti richieste siano state considerate, (scorrimento di tutta la graduatoria mobilità ostetrica) e che in seguito alla delibera n. 384 del 16/12/2019 la Direzione ha compreso realmente la necessità di coprire il reale fabbisogno con un avviso pubblico per soli titoli, ma siamo sempre convinti che la vera soluzione sia l’immediata redazione di un bando di concorso”

Quello che emerge sempre è la vera e propria: “improvvisazione di questa Direzione, il ricorso ad avvisi pubblici sempre a ridosso di periodi al quanto critici, quali ferie estive (avviso infermieri a luglio/agosto) ed in questo caso in pieno periodo natalizio con i contratti delle ostetriche interinali in scadenza, parliamo di 30 unità circa che tra poco più di due settimane cesseranno mandando in subbuglio e a repentaglio l’intera attività dei punti nascita dell’intera provincia di Salerno, un vero e proprio black out totale di questa area assistenziale.
Tale atteggiamento così superficiale da parte della Direzione vede la nostra O.S. Fials del tutto contrariata, pertanto chiediamo un immediato confronto, qualora tale richiesta non venisse accolta, verranno messe in campo tutte le azioni necessarie, nel rispetto delle proprie prerogative sindacali”.

Tali azioni per la Fials: “sono necessarie, al fine di salvaguardare sia l’utenza ma anche la sicurezza degli operatori che d evono prestare la loro complessa e specifica attività lavorativa in un contesto così come sopra descritto. In virtù degli argomenti trattati e delle conseguenze che potrebbero ripercuotersi sull’utenza, si invia la seguente nota al Sindaco di Battipaglia, per metterlo a conoscenza della gestione della Sanità e chiedendo una verifica sul funzionamento delle attività ospedaliere cittadine”

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