Storie

Eboli, addio al prof. Vocca: tra numeri, arte, versi e stelle

By Redazione

October 26, 2026

Ha portato Eboli fino a Marte, affidandola ai versi di una poesia.

[Maria Vita Della Monica]

Si è spento a 88 anni il professor Alfonso Vocca, mente geniale dal guizzo sempre vivo, che per tutta la vita ha cercato risposte nei numeri, nei colori, nella materia e nelle parole. E molte ha saputo darne agli altri, a cominciare dai suoi studenti: generazioni di ebolitani lo ricordano in cattedra all’istituto Matteo Ripa, dove per decenni ha insegnato educazione artistica, trasmettendo ai suoi ragazzi la passione per il bello e il rigore delle proporzioni.

Prima la matematica, coltivata come una sfida personale: i tentativi di dimostrare il teorema di Fermat, gli studi sui numeri primi gemelli. Poi la pittura e la scultura, le costruzioni meccaniche, l’informatica e, negli ultimi anni, la poesia. Linguaggi diversi, tenuti insieme da un unico filo: il bisogno di creare.

E se nelle aule di scuola Vocca ha lasciato un’eredità fatta di insegnamenti, in città e sul territorio la sua impronta è ben visibile, fusa nel bronzo e nel metallo. Porta infatti la sua firma il bassorilievo di piazza della Repubblica, realizzato tra il 1979 e il 1980 per il monumento a Vincenzo Giudice. Iconica  «O due», la scultura in alluminio alta undici metri che nel 2008 fu collocata presso la rotatoria di San Giovanni: un omaggio all’ossigeno che le piante donano alla vita, protesa verso il cielo quasi a sorreggerlo.

L’ingegno di Alfonso Vocca ha varcato più volte i confini cittadini. Negli anni Ottanta la sua struttura spaziale brevettata, il «Vast System», sostenne il maxischermo del Giffoni Film Festival. Sua anche l’idea di un sistema antisismico pensato per la guglia di Notre-Dame. Fino a spingersi oltre i confini della Terra. Nel 2013 una sua poesia, ispirata agli haiku, è partita a bordo della sonda Maven della Nasa, tra i versi scelti per rappresentare il nostro pianeta su Marte.

La Scienza come Arte e la Poesia, i due poli della sua vita: nel 2018 il Premio Leonardo per la divulgazione scientifica gli conferì il riconoscimento alla carriera. Restano i suoi libri, da “La stella prigioniera” a “La melanconia del clown” e “Le macerie dell’abbandono”, fino alle pagine dedicate alla sua città, “Eboli, 1982 1983” ed “Eboli 1985”. E resta, nel ricordo di tutti, la sua figura slanciata e longilinea: il portamento elegante, il saluto che non mancava mai a chi lo incrociava per strada.

Le esequie si terranno domani, martedì 27 ottobre, alle 16 nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Ma a Eboli, per ritrovare Alfonso Vocca, la sua intelligenza vivace e il suo sapere inesauribile, basterà alzare lo sguardo al cielo: lassù, da qualche parte, viaggiano ancora i suoi versi.