L’assessore del Comune di Eboli Vincenzo Consalvo ha rimesso nelle mani del sindaco Mario Conte la delega al Patrimonio comunale. Una scelta, a suo dire,scaturita damotivazioni esclusivamente tecnico- amministrative: ritardi, attese e rallentamenti che non hanno trovato risposta nonostante i ripetuti tentativi di invertire la rotta.
[di Maria Vita Della Monica]
«Quando un settore non riesce a rispondere in maniera concreta e tempestiva alle richieste dei cittadini, quando manca la rapidità nell’azione, nonostante reiterati tentativi di invertire la tendenza, allora si ha il dovere di lasciare la delega» ha dichiarato Consalvo, sottolineando come la scelta sia maturata anche in considerazione delle diverse criticità che l’amministrazione si trova a gestire a pochi mesi dalla fine del mandato.
La decisione è stata comunicata al sindaco Conte con serenità e di persona, Consalvo ha lasciato al primo cittadino un quadro chiaro della situazione: le cose da fare, le priorità da assolvere, un passaggio di consegne ordinato e senza tensioni. Una porta che resta tecnicamente socchiusa: «Se si riuscirà a invertire il trend e io ne avrò reale contezza, potrei tornare», spiega l’assessore. Una ipotesi, questa, che nelle sue parole suona più come una condizione difficilmente realizzabile che come una concreta prospettiva.
Consalvo conserva un portafoglio di deleghe comunque ampio: Attività produttive, industria, agricoltura e commercio, Ente Fiera, Sportello Europa e misure PNRR, Rapporti con gli enti sovracomunali, Turismo e organizzazione di eventi culturali e artistici, Fascia costiera, Demanio e Masterplan.
Al di là delle dichiarazioni distensive, il caso Consalvo non può essere letto però singolarmente. Lo scorso 28 maggio, infatti, era stato il vicesindaco Gianmaria Sgritta a rimettere la delega al Personale, mantenendo la carica e le altre deleghe, per contestare un mancato coinvolgimento nelle scelte e il mancato rispetto dei ruoli all’interno della giunta. Due rinunce a deleghe nel giro di pochi giorni, con motivazioni diverse ma entrambe sintomatiche: il clima in seno all’amministrazione Conte appare tutt’altro che sereno.