Eboli perde un pezzo della sua anima popolare, quella più autentica e vera. Carmela Tortora, vedova La Porta, se n’è andata all’improvviso, a 88 anni: una di quelle figure che non hanno bisogno di titoli per essere riconosciute, perché fanno parte della città, della sua quotidianità, della sua storia. Come fossero le pietre di cui quella stessa città è fatta, la memoria che la tiene insieme.
[di Maria Vita Della Monica]
Donna forte e sempre allegra, Carmela aveva un’energia che gli anni non erano mai riusciti a scalfire. Giovane nell’animo, non mancava mai agli appuntamenti della vita cittadina. Lo faceva insieme a Franceschina, l’amica di una vita, anche lei figura iconica e presenza storica di Eboli ed in particolare del mercato della verdura di piazza XXV Aprile di cui è “custode” e “testimone” da decenni. Inseparabili, le si ritrovava ovunque la comunità ebolitana si riunisse per onorare le sue tradizioni e la sua devozione, per sentirsi comunità.
Ironica e capace di non prendersi mai troppo sul serio, Carmela si è prestata spesso, insieme a Franceschina, a travestimenti e costumi, con la leggerezza saggia di chi sa ancora giocare. Al Presepe Vivente nel centro antico, al Carnevale, accanto a Don Annibale o a novembre con la Notte dello Scorzamauriello vestiva i panni della popolana e portava in strada l’allegria più genuina. All’Epifania, invece, le due amiche si trasformavano in befane per la gioia dei bambini ebolitani e non solo.
Negli ultimi tempi, Carmela è stata anche ispirazione per un format: da Dogana, locale del centro storico, il Pranzo di Nonna Carmela è stato un appuntamento dal sapore speciale.
Di Carmela parla con commozione l’associazione Amici della Fede, che ha affidato il proprio ricordo ai social. «Carmela non è soltanto una cara associata che ci lascia: è un pezzo della nostra storia, una presenza preziosa che ha arricchito ciascuno di noi», si legge nel post. «La sua assenza pesa enormemente, ma l’impronta che ha lasciato nei nostri cuori non potrà mai cancellarsi».
Carmela, icona imperitura di verace ebolitanità, allegria e bontà d’animo, lascia i figli Enrica, Cosimina e Gerardo La Porta, artista e pittore amato e apprezzato non solo entro i confini cittadini. E lascia a Eboli un’eredità semplice e preziosa: l’esempio di chi la vita non si limitava a guardarla scorrere, ma sceglieva ogni giorno di viverla in prima persona. Da inconsapevole protagonista del suo tempo.
L’ultimo saluto a Carmela sarà domani, venerdì 23 ottobre, alle 11, nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo, a cui era profondamente legata. Nei suoi dintorni, per molto tempo, sembrerà ancora di incontrarla, con il suo saluto per tutti e quel sorriso rivolto agli altri e alla bellezza della vita.