Un gesto vile nel cuore di Eboli. L’opera in bronzo dedicata al tenente colonnello Carmine Calò, medaglia d’oro al valore militare, è stata divelta dal basamento su cui era allocata nel giardino di Padre Pio, lo spazio verde che si affaccia sul centralissimo viale Amendola, all’ombra della chiesa di San Bartolomeo.
Il manufatto è stato trascinato per alcuni metri, in quello che appare meno come un atto vandalico e più come un tentativo di furto: il bronzo, materiale pregiato, avrebbe potuto fruttare del denaro se rivenduto. A scoprire l’accaduto è stato Vito Ciccarone, il cittadino che si prende cura di quell’area verde, custodendola con dedizione.
L’opera era stata fatta realizzare e collocare dalla famiglia di Calò, per onorare la memoria del loro caro, caduto nel 1998 in un agguato durante una missione di pace a Kabul. Un uomo che aveva servito la patria con onore, la cui memoria rischiava ora di essere oltraggiata da chi non ha esitato a profanarne il ricordo per pochi spiccioli.