Rifiuti abbandonati ovunque, bottiglie vuote, plastica, vetro, asciugamani e persino blocchi di cemento lasciati sul posto: è lo scenario che si sono trovati davanti i volontari che da anni si prendono cura dell’area naturalistica dell’Ermice, a Eboli, all’indomani del Ferragosto.
L’Ermice, con il suo percorso dei Mulini e le suggestive gole scavate dal torrente, è uno dei luoghi più amati dagli ebolitani, meta ideale per passeggiate e gite fuoriporta. Un patrimonio recuperato negli anni grazie all’impegno dei volontari, che negli ultimi anni sta iniziando a conquistarsi spazio anche nei circuiti del turismo naturalistico regionale e nazionale, merito di chi si batte per promuovere un turismo sano e rispettoso dell’ambiente. Tra questi Antonio Vecchio, che ha denunciato l’accaduto con un duro sfogo sui social. Il 14 agosto, lui e altri, avevano già ripulito l’area raccogliendo quattro sacchi di spazzatura, poi ritirati dalla Sarim. Appena due giorni dopo, il 16 agosto, l’area è stata ritrovata in condizioni pessime, uno scempio che ha vanificato in poche ore il lavoro dei giorni precedenti.
“Sono venuti a fare il loro incivile pic-nic all’Ermice”, scrive Vecchio, che punta il dito contro chi frequenta l’area senza alcun rispetto per un luogo che dovrebbe essere “un gioiellino” e non “continuamente deturpato”, ribadendo l’assenza di “rispetto per la cosa pubblica” da parte di chi si è reso responsabile dell’ennesima “violenza” ai danni della natura. Un episodio che si inserisce in una vicenda ricorrente: da anni il ciclo tra riqualificazioni e nuovi episodi di degrado in quella zona si ripete, nonostante il lavoro silenzioso e gratuito di chi, come Vecchio, continua a prendersi cura di uno dei luoghi più identitari della città.