Marianna Ingenito ha rassegnato le dimissioni da assessore all’Ambiente del Comune di Eboli. Era stata nominata solo a fine febbraio, insieme a Rossella Corrado alle Politiche Sociali, dopo mesi di crisi e deleghe congelate che avevano paralizzato la giunta del sindaco Mario Conte, alle prese con la ricerca di nomi di sintesi tra le anime della maggioranza.
[di Maria Vita Della Monica]
Dalla lettera con la quale Ingenito ha comunicato la sua decisione, al di là delle esigenze familiari addotte, emerge il nodo politico: parla di «difficoltà oggettive e condizioni operative» che hanno impedito di garantire «presenza, incisività e coerenza amministrativa». Il ruolo, scrive, «deve poter essere svolto» con «piena possibilità di tradurre indirizzi e responsabilità in azione concreta». Quando «tali condizioni non risultano più pienamente sussistenti», aggiunge, «ritengo doveroso prenderne atto». Un’agibilità, dunque, venuta meno.
I retroscena divergono: c’è chi parla di tensioni con l’area politica di cui era espressione, che non le avrebbe lasciato margini di autonomia; chi di difficoltà con gli uffici, poco disponibili verso un assessore alla prima esperienza; chi evoca la complessità di essere donna in un contesto a trazione maschile. Ora Conte è chiamato a cercare un nuovo nome femminile per completare la squadra fino alla fine del mandato. Ma il clima è tutt’altro che sereno: si parla di una riunione di maggioranza dai toni infuocati e di pressioni per rimuovere una delle figure chiave della giunta: l’assessore all’Urbanistica Salvatore Marisei. Si apre l’ennesima fase critica per l’amministrazione ebolitana.