Cronaca

Eboli, la replica di Eboli Domani a Conte: “La rottura è colpa sua”

By Redazione

July 04, 2026

Arriva anche la voce di Eboli Domani nel confronto “a distanza” scatenato dalla conferenza stampa del sindaco di Eboli Mario Conte sulla crisi politica cittadina. In un lungo comunicato, aperto da una citazione di Dostoevskij sul peso del silenzio, i consiglieri Adolfo Lavorgna, Cesare Moscariello e Maria Rosaria Pierro ripercorrono l’attività del gruppo dalla sua nascita- dal servizio Nonno Vigile al blocco dell’aumento delle tariffe dei parcheggi, dalle misure fiscali sulla TARI alle battaglie ancora aperte su Via Grataglie e sul sottopasso di Via Romano Cesareo- per poi arrivare al cuore della questione: la rottura con la maggioranza, sostengono, non è stata una scelta del gruppo ma la conseguenza di un metodo di governo che avrebbe “progressivamente reso impossibile qualsiasi percorso condiviso”. Di seguito il comunicato integrale.

Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.” (Fëdor Dostoevskij) C’è un momento in cui il silenzio diventa colpa. Il silenzio lascia pensare che si abbiano poche argomentazioni, lascia credere che si sia incapaci di dimostrare le buone ragioni che spingono in altre direzioni. Il gruppo “Eboli Domani”, dalla sua nascita, ha avuto come unico obiettivo l’attenzione verso la città e i suoi cittadini. È stato un lungo percorso che ci ha visto, in maniera seria e propositiva, “dentro” quanto succedeva in città, prendendo spunto dai problemi quotidiani per cercare soluzioni rapide e concretamente realizzabili. Abbiamo rimesso in piedi, con grande impegno, il servizio del Nonno Vigile presso le scuole cittadine, rivelatosi una valida risposta alle carenze dell’organico della Polizia Municipale. Abbiamo impedito l’aumento delle tariffe orarie dei parcheggi cittadini e di quelli a servizio dell’ospedale e del Campolongo Hospital, mantenendo invariato il numero degli stalli a pagamento per non gravare ulteriormente sulle famiglie e sui contribuenti.

Grazie al lavoro dell’assessore Sgritta, in piena sinergia con la Commissione Bilancio, sono stati portati avanti importanti interventi di carattere sociale e fiscale: il Fondo di esenzione TARI per le fasce meno abbienti, il Fondo di riduzione della TARI per le nuove attività di vicinato, l’esternalizzazione della riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie e la definizione agevolata dei tributi locali con la cosiddetta “rottamazione quinquies”. Ci siamo fatti promotori di battaglie che attendono ancora risposte concrete: da Via Grataglie, che continua ad aspettare la dignità che merita, al sottopasso di Via Romano Cesareo, simbolo di promesse rimaste tali. Abbiamo richiamato l’attenzione sul verde pubblico, sui parchi gioco non realmente pensati per i bambini, sulle difficoltà quotidiane di anziani e persone con disabilità in una città che troppo spesso non garantisce i requisiti minimi di accessibilità e sicurezza.

Le nostre proposte, evidentemente, sono state considerate fastidiose. Non perché fossero prive di fondamento, ma perché chiedevano un cambio di passo reale. Alla fine siamo stati allontanati e definiti irresponsabili verso la città. Probabilmente il nostro errore è stato quello di non raccontare, giorno dopo giorno, quanto crescessero la delusione e la frustrazione di fronte ad un metodo di governo che lasciava sempre meno spazio al confronto. Non siamo stati noi ad alimentare le contrapposizioni. Al contrario, abbiamo sempre lavorato per costruire soluzioni condivise, nella convinzione che il confronto fosse una ricchezza e non un ostacolo. Per questo oggi è doveroso dire con chiarezza ciò che per troppo tempo è rimasto sottotraccia. La crisi politica e amministrativa che sta attraversando Eboli non nasce per caso e non è il frutto di divergenze improvvise. Ha un’origine ben precisa ed una responsabilità politica altrettanto chiara.

È stato il Sindaco, con il proprio metodo di governo, a determinare la rottura del rapporto politico con chi aveva contribuito alla costruzione della maggioranza. È stato il Sindaco a scegliere di rinunciare al dialogo, a sottrarsi al confronto, a chiudersi in una gestione sempre più autoreferenziale dell’amministrazione, ignorando sistematicamente le questioni politiche e amministrative che gli venivano rappresentate. Il passaggio di Eboli Domani all’opposizione non è stata una scelta cercata, né tantomeno una fuga dalle responsabilità. È stata la conseguenza inevitabile di una chiusura politica voluta esclusivamente dal primo cittadino, che ha progressivamente reso impossibile qualsiasi percorso condiviso nell’interesse della comunità.

Le questioni da affrontare sono tutte ancora lì: le periferie, i servizi, il decoro urbano, le opere incompiute, la sicurezza, il rilancio economico della città. Nessuno può dire che siano mancate le proposte o la disponibilità al confronto. È mancata, invece, la volontà di ascoltare, di decidere insieme, di valorizzare i contributi provenienti dalla stessa maggioranza. Da questa chiusura è nata la paralisi politica; da quella paralisi è derivato l’immobilismo amministrativo che oggi Eboli paga quotidianamente. Ed è questo il vero nodo che la città non può più ignorare. Per quanto ci riguarda, continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, senza pregiudizi e senza spirito di rivalsa, sostenendo ogni scelta utile alla comunità e contrastando con fermezza tutto ciò che continuerà a bloccare il futuro della città. Eboli – però – ha bisogno di voltare pagina. Ha bisogno di un’amministrazione capace di ascoltare, di condividere le scelte, di assumersi le responsabilità e di costruire una visione comune. La stagione dell’autosufficienza politica e dell’isolamento amministrativo ha esaurito la propria spinta. Adesso è il momento di andare oltre, nell’interesse esclusivo della città e degli ebolitani.

I consiglieri comunali di Eboli Domani Adolfo Lavorgna Cesare Moscariello Maria Rosaria Pierro