A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, esplode a Eboli la protesta per la destinazione delle classi dell’Agatino Arìa al rione Pescara.
La decisione, assunta nell’ultimo provvedimento dell’amministrazione guidata da Mario Conte, non convince insegnanti e genitori, che chiedono al commissario prefettizio Gaetano Tufariello un incontro urgente per rivedere la collocazione.
L’Agatino Arìa, chiuso lo scorso anno, appartiene all’istituto comprensivo Ripa e le docenti rivendicano come sede naturale la scuola Giudice, in piazza della Repubblica. In alternativa, spiegano, sarebbe preferibile il Gonzaga, dove le classi sono state ospitate fino a maggio. Secondo quanto riferito dalle insegnanti, nel frattempo sarebbero già circa 60 gli alunni che non hanno confermato la frequenza.
La principale preoccupazione delle famiglie riguarda i collegamenti. Il plesso del rione Pescara viene considerato troppo distante dal centro e difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Una situazione che, secondo i genitori, rischia di creare problemi soprattutto alle famiglie monoreddito e a chi lavora.
«Come possiamo accompagnare e riprendere i nostri figli?», è la domanda rivolta al commissario. Criticità ancora più delicate vengono sollevate per gli alunni con disabilità. «Nonni e baby sitter sono in centro», spiegano i genitori, chiedendo una soluzione che tenga conto delle esigenze concrete delle famiglie prima dell’inizio delle lezioni.