Sono trascorsi quattro anni da quando il Ministero del Lavoro ha assegnato al Comune di Eboli oltre 2 milioni di euro per interventi destinati al superamento degli insediamenti abusivi dei lavoratori agricoli migranti, presenti sul territorio.
I fondi saranno impiegati per trasformare Villa Falcone- Borsellino e l’ex Caserma della Guardia di Finanza in località Lago- Aversana in strutture abitative dignitose. Il progetto rientra nel PNRR, Missione 5. I lavori, però, non sono ancora partiti: i vincoli urbanistici e paesaggistici legati alla zona costiera hanno costretto il Comune a ridimensionare il progetto, rinunciando alla realizzazione di nuovi moduli abitativi e puntando alla ristrutturazione degli edifici esistenti. Una determina del 30 aprile, intanto, affida a un geologo lo studio per il progetto esecutivo.
Nella Piana del Sele tra Eboli, Battipaglia e Paestum i braccianti stranieri lavorano di giorno nei campi e spariscono di notte negli insediamenti abusivi che punteggiano la campagna salernitana. Dietro quella realtà sommersa si nascondono sfruttamento, ricatto, caporalato. Una piaga, questa, che la Prefettura di Salerno ha messo al centro di un tavolo istituzionale riunendo, nei giorni scorsi, forze dell’ordine, ispettorato del Lavoro, INAIL, ASL, associazioni datoriali e sindacati. Dall’incontro sono emerse alcune proposte concrete: la costituzione di un Osservatorio in Prefettura per analizzare gli indicatori del lavoro sommerso, un tavolo per programmare controlli congiunti e la redazione di un vademecum sulle tutele riconosciute dall’ordinamento.