La crisi dell’ospedale di Battipaglia torna a far discutere anche a Eboli, sul futuro della sanità nella Piana del Sele.
In particolare due ex sindaci, Martino Melchionda e Mario Conte, attraverso i social offrono in merito due letture diverse che sembrano, per il loro contenuto, voler essere quasi un “confronto a distanza”. Con un post Melchionda invita a rivedere la scelta, già assunta dalla Regione, di costruire il nuovo ospedale nell’area del Mulino di Braggio, un’«idea balzana» che attribuisce direttamente all’amministrazione Conte. Per l’ex sindaco sarebbe invece il momento di riprendere il protocollo firmato in passato da Comune di Eboli, Comune di Battipaglia e Asl, che individuava come sede del nuovo ospedale l’area nei pressi dell’uscita autostradale di Eboli. Melchionda punta inoltre l’accento sulla necessità di accelerare i lavori, da tempo attesi, per la nuova palazzina dell’emergenza del nosocomio cittadino.
Sempre con una nota social, ripercorrendo gli ultimi quattro anni di gestione dell’ospedale, Conte sembra replicare alle questioni post. L’ex sindaco passa in rassegna le varie fasi dal 2023, quando Regione e Asl avevano previsto lo spostamento dei 152 posti letto verso il futuro nosocomio di Battipaglia, fino al ricorso al Tar, accolto dal giudice, che li ha riportati a Eboli insieme alle unità complesse. Conte rivendica anche il finanziamento per la nuova palazzina di pronto soccorso, rianimazione, chirurgia e medicina, assegnato dal 2017 e da lui seguito dal 2022, oggi vicino all’appalto dei lavori dopo il passaggio dai fondi statali a quelli regionali FESR. Sull’ospedale unico della Valle del Sele, l’ex primo cittadino ricorda, inoltre, che l’accordo per realizzarlo vicino allo svincolo autostradale di Eboli fu possibile solo perché all’epoca Battipaglia era guidata da un commissario prefettizio, e che «non appena si insediò il nuovo sindaco rinnegò tale accordo».
Al netto delle diverse versioni e visioni, la sanità sembra destinata a restare, più che mai stavolta, un tema che difficilmente resterà fuori dalla prossima campagna elettorale.