Nasce a Eboli la campagna «Io ci metto la foto», promossa dal Coordinamento «Attuare la Costituzione»: l’iniziativa punta il dito contro i tagli di alberi in città e chiede al Comune di invertire la rotta, tra caldo record e cementificazione crescente.
«Gli alberi sono vivi e sono vita», scrive il comitato formato da cittadini e associazioni, ricordando che andrebbero tagliati solo se pericolosi o irrimediabilmente malati. Il meccanismo della campagna è semplice: chi nota un albero abbattuto o “soffocato” dal cemento, è invitato a fotografarlo, annotando via e numero civico più vicino, e a inviare lo scatto al Coordinamento, che si occuperà di raccogliere e pubblicare le segnalazioni per documentare l’entità dei tagli in città.
Il Coordinamento ricorda che un albero adulto può trasformare in vapore fino a 450 litri d’acqua al giorno, con un effetto rinfrescante paragonabile a quello di decine di condizionatori accesi, e senza consumare energia. Per questo, sottolinea l’associazione, non basta sostituire un albero tagliato con uno nuovo: servono decenni prima che una pianta produca gli stessi benefici, “mentre in città si tagliano esemplari di 20-30 anni per rimpiazzarli con alberelli”, spesso lasciati senza cure né irrigazione. Da qui le richieste: piantare alberi a centinaia, a partire dagli stalli rimasti vuoti dopo i tagli, realizzare un grande parco cittadino e affiancare alla piantumazione un piano stabile di innaffiamento e manutenzione.