«La chiesa è a lutto, senza nessuna benedizione. L’inverno è arrivato. Chi ci potrebbe aiutare?». È l’appello di Pasquale Ciao, artista e attivista per la salvaguardia del patrimonio, da sempre in prima linea per salvare la chiesetta rupestre di Santa Maria di Loreto di Eboli.
Risalente al 1530 la chiesetta è una preziosa testimonianza storica e artistica del territorio: le sue pareti custodiscono, infatti, affreschi del Cinque e Seicento che però, senza interventi, rischiano di essere cancellati dall’incuria e dal tempo. Proprio grazie all’impegno di Ciao e di altri volontari, la chiesetta era tornata al centro dell’attenzione.
Nel settembre 2024 il gruppo poi denominatosi “Salviamo Loreto” aveva liberato il sito dalla vegetazione incolta che aveva reso la zona inaccessibile, ripulito l’area dai rifiuti, rimosso la lamiera che minacciava il tetto e riaperto il percorso che dal centro antico conduce alla chiesa. Italia Nostra aveva, dunque, inserito Santa Maria di Loreto tra i beni nazionali da salvaguardare. A questo erano seguiti i sopralluoghi del Comune, Soprintendenza e Curia, oltre a mostre e incontri di sensibilizzazione.
Da allora, però, tutto sembra essere rimasto lettera morta. E il degrado avanza. Quello di Ciao è l’ennesimo grido d’allarme per un bene che appartiene all’intera comunità e che, con l’arrivo dell’inverno, non può più aspettare.