Storie

Eboli, se ne va Salvatore De Gennaro: l’ultimo de “I Sorrentini”

By Sud Tv

April 01, 2026

Se ne va a 91 anni Salvatore De Gennaro, e con lui si chiude il cerchio di una storia straordinaria: quella de I Sorrentini, complesso musicale che ha fatto epoca, colonna sonora di decenni di vita sociale ed artistica per Eboli e per dell’intero territorio.

[di Maria Vita Della Monica]

Dopo la guerra la famiglia De Gennaro lasciò Meta di Sorrento, terra bella ma ferita dal conflitto, per inseguire la promessa di un podere nella Piana del Sele. Arrivata a Eboli, ricevette dei terreni, ma i cinque fratelli al lavoro dei campi non rinunciarono ad affiancare la loro passione comune: la musica. Da autodidatti impararono a suonare e, così, nacquero “I Sorrentini”: Antonino alla batteria, Mario alla chitarra, Gianni alla voce e alla tromba, Angelina alla voce e Salvatore con la sua fisarmonica.

Nel Dna dei De Gennaro l’arte in ogni sua forma: la musica, ma anche il teatro, la manualità, la fotografia. Mario, chitarrista del gruppo scomparso solo un anno fa, aveva fatto di quest’ultima la sua seconda vocazione e il suo altro linguaggio espressivo, raccontando per immagini la città e la sua gente fino agli ultimi giorni. Nella loro casa, a Natale ogni anno campeggiava il presepe, rigorosamente artigianale, costruito con pazienza e devozione e dinnanzi ad esso andava immancabilmente in scena La Cantata dei Pastori. Un rito irrinunciabile, una radice mai recisa con le proprie origini.

Salvatore aveva cominciato a suonare negli anni ‘40 la chitarra e il mandolino, ma fu la fisarmonica a rubargli il cuore. Negli anni ’70, quando questo strumento “passò di moda”, non si arrese. Lo racconta lui stesso in un video durante la pandemia,  affidato ai social: «Dovetti adeguarmi alle tastiere»- raccontava. Salvatore e le sue note hanno attraversato epoche e mode: mattatore nelle estati musicali dell‘Agosto Ebolitano, protagonista al Caffè Europa di Agropoli, pianista accanto al tenore Rai Mario Lamanna. Tutto questo grazie al sostegno costante della moglie Immacolata Bradamante Sessa e delle figlie Anna, campionessa di ballo, e Filomena, che da adolescente aveva seguito il padre e gli zii diventando la voce de “I Sorrentini”, per poi fare della musica la sua professione. Con lei, Salvatore fondò e diresse corali, dispensando melodie e accordi fino all’ultimo respiro.

I funerali si terranno domani alle ore 12 nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo. E chissà che, quando il feretro attraverserà lentamente la navata, a più di qualcuno non sembrerà di sentire nell’aria il suono di una fisarmonica. Come nella canzone di Sergio Bruni: «Nu suono ‘e fisarmonica se sente, ma nun ‘o ssaccio si mm’ ‘o sto’ sunnanno o forse sta sunanno overamente». Probabilmente non sarà un sogno. Ma Salvatore De Gennaro, ‘O Sorrentino, che da un posto più bello e felice di questo nostro mondo starà ancora suonando. Suonando “overamente”, come sempre ha fatto per tutta la sua vita.