Crisi politica a Eboli: Gianmaria Sgritta replica alla revoca della delega decisa dal sindaco Mario Conte con una nota personale, che arriva dopo quella del gruppo Eboli Domani. Sgritta dice di prendere atto della decisione con serenità, sostenendo che la crisi non nasce da chi ha posto «questioni di metodo, confronto e condivisione», ma dall’incapacità di costruire una sintesi politica nella coalizione. Nella nota rivendica anni di servizio alla città e rilancia un appello a consiglieri, forze politiche e cittadini per aprire una nuova fase amministrativa fondata su idee e merito. Di seguito la nota integrale.
“Non si può chiedere lealtà a chi viene escluso dalle scelte. Lascio un ruolo, non i miei principi.”
Prendo atto della decisione del Sindaco Mario Conte di revocarmi l’incarico di Vicesindaco e Assessore al Bilancio. Una decisione che, più che aprire una crisi, certifica una frattura politica e amministrativa che da tempo era evidente e che, purtroppo, il Sindaco ha scelto deliberatamente di ignorare anziché affrontare. La responsabilità di questa crisi non può essere attribuita a chi ha posto questioni di metodo, confronto e condivisione. Va ricercata, piuttosto, nell’incapacità di coordinare in modo organico le diverse voci presenti all’interno della coalizione e di costruire una vera sintesi politica. Non provo amarezza per la perdita di una delega. Le funzioni amministrative sono sempre state per me uno strumento e mai un fine. Chi fa politica esclusivamente per occupare una poltrona vive la revoca come una sconfitta. Chi fa politica per convinzione la vive semplicemente come una tappa del proprio percorso. Per questo motivo non mi sento un amministratore allontanato. Mi sento, al contrario, un uomo libero che ha scelto di non confondere la lealtà con il silenzio e la responsabilità con l’obbedienza. In questi anni ho servito la città con serietà, equilibrio e spirito di sacrificio. Ho difeso l’azione amministrativa anche nei momenti più complessi, ho contribuito a costruire soluzioni, ho anteposto l’interesse della comunità a qualsiasi convenienza personale o politica.
L’ho fatto sempre con rispetto verso il Sindaco e verso le istituzioni. Ma il rispetto non può essere a senso unico. Da troppo tempo il confronto politico era stato sostituito da decisioni assunte da pochi e comunicate a molti. Da troppo tempo la maggioranza era chiamata a ratificare scelte anziché partecipare a costruirle. Da troppo tempo consiglieri e assessori venivano considerati comparse di una rappresentazione già scritta altrove. Quando una nave smette di ascoltare il proprio equipaggio e continua a navigare ignorando ogni segnale proveniente dal ponte, il problema non è chi lancia l’allarme. Il problema è chi finge che il mare sia calmo mentre la rotta si allontana pericolosamente dalla destinazione.
La decisione assunta dal Sindaco conferma esattamente questo atteggiamento. Invece di interrogarsi sulle ragioni che hanno portato una parte significativa della sua stessa maggioranza a manifestare democraticamente il proprio disagio politico, si è preferito individuare un responsabile e colpirlo. È una scelta che considero profondamente sbagliata, perché rivela una visione della politica fondata sull’appartenenza e non sulla partecipazione, sull’obbedienza e non sul confronto. Eppure proprio nell’ultima seduta consiliare abbiamo dimostrato ancora una volta senso di responsabilità, contribuendo all’approvazione di un provvedimento importante come la rottamazione dei tributi locali, una misura concreta a favore di tante famiglie e di tanti cittadini in difficoltà. Chi voleva bloccare la città non siamo stati noi. Noi abbiamo chiesto ascolto. Abbiamo chiesto confronto. Abbiamo chiesto un cambio di passo. Abbiamo chiesto che la maggioranza tornasse ad essere una comunità politica e non un semplice elenco di nomi.
La risposta è stata una revoca. La accetto con serenità. Perché le deleghe si ricevono e si restituiscono. La dignità politica, invece, non si consegna a nessuno. Continuerò a servire Eboli con lo stesso impegno, la stessa passione e la stessa libertà che hanno caratterizzato il mio percorso pubblico. Con una convinzione che oggi è ancora più forte di ieri: le città crescono quando le idee possono confrontarsi, non quando vengono messe a tacere.
Eboli merita una guida capace di ascoltare, di unire e di condividere. Merita una politica fatta di coraggio e non di fedeltà personali. Perché un amministratore può perdere una delega. Ma non deve mai perdere la propria autonomia, la propria coerenza e il rispetto per se stesso. Essere leali è un dovere. Essere sudditi, mai. Per questo rivolgo un appello sincero a tutti gli amministratori, ai consiglieri comunali, alle forze politiche, alle associazioni, ai professionisti, agli imprenditori, ai giovani e a tutti quei cittadini che in questi anni hanno avvertito il peso di un metodo che ha progressivamente allontanato il confronto e mortificato il contributo di tanti.
È arrivato il momento di rimettere Eboli al centro. Di tornare a discutere di sviluppo, di lavoro, di infrastrutture, di pianificazione urbana, di commercio, di servizi, di opportunità per le nuove generazioni. È arrivato il momento di costruire una prospettiva condivisa, libera da personalismi, veti e appartenenze. Le stagioni politiche passano. Le comunità restano. Eboli ha energie straordinarie che meritano di essere coinvolte e valorizzate, non tenute ai margini. A chi in questi anni ha avuto il coraggio di esprimere dubbi, a chi ha scelto il silenzio per senso di responsabilità, a chi ha continuato a credere che un cambiamento fosse possibile, dico che quel tempo è arrivato. Apriamo insieme una fase nuova. Una fase nella quale contino le idee più delle appartenenze, il merito più delle fedeltà e l’amore per Eboli più di qualsiasi interesse particolare. Io ci sono. E continuerò ad esserci. Per Eboli. Sempre.
Dott. Gianmaria Sgritta