Rispetto delle norme e decoro della sede istituzionale. Sono queste le ragioni con cui il Comune di Eboli spiega la rimozione dalla facciata del Palazzo di Città degli striscioni «Verità per Giulio Regeni» e «Cessate il fuoco», esposti da oltre due anni: una decisione che ieri aveva scatenato un’ondata di polemiche.
[di Maria Vita Della Monica]
Rifondazione Comunista aveva parlato di «inaccettabile censura», chiedendo al commissario prefettizio Gaetano Tufariello il ripristino degli striscioni. Per Alleanza Verdi e Sinistra, «la neutralità istituzionale non può diventare neutralità di fronte alla pace, ai diritti umani e alla richiesta di verità e giustizia». L’ex consigliere Matteo Balestrieri aveva ricordato che gli striscioni «Non erano lì per caso», in particolare quello con la scritta «Cessate il fuoco» era stato deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2024 e riconfermato nel 2025. Critica in merito alla rimozione anche l’Associazione XD390. Voce fuori dal coro, invece, Fratelli d’Italia, per il partito il Municipio «non può essere trasformato in un palcoscenico per la propaganda».
In questo quadro, l‘associazione L’Altritalia aveva indetto un sit-in per giovedì 1 ottobre, salvo poi annullarlo temporaneamente in serata a fronte di una rassicurazione, sebbene non ancora ufficiale, sul ritorno degli striscioni in municipio.
Oggi arriva la nota del Comune. Sul piano normativo, l’ente richiama la legge 22 del 1998 e il Dpr 121 del 2000, che non consentirebbero di esporre striscioni su una sede istituzionale nelle immediate vicinanze della bandiera nazionale. L’affissione di striscioni, cartelli o bandiere di partiti, movimenti o associazioni senza verificare interferenze, si legge nel comunicato, «lede il decoro e la sacralità visiva dei simboli dello Stato».
Quanto al ritorno degli striscioni in questione, il Comune annuncia che sarà valutato il ripristino dello striscione «Cessate il fuoco», supportato da una formale delibera del Consiglio comunale, su una facciata del Palazzo e «in posizione distinta e subordinata rispetto al Tricolore». La nota di Palazzo di Città non fa riferimento, invece, allo striscione per Regeni.
La risposta del Comune, però, non ha convinto L’Altritalia, che ha riconfermato il sit-in statico di giovedì 1 ottobre nei pressi della sede comunale, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. L’associazione contesta le motivazioni della nota: lo striscione, sostiene, «non era assolutamente usurato», non si trovava vicino alle bandiere, ma sul retro del Comune, e per ripristinarlo non servirebbe alcuna delibera, visto che «ce n’erano già 2».