C’è un uovo di Pasqua che non si mangia, non si scarta e non si dimentica, è arrivato questa mattina all’Hospice Il Giardino dei Girasoli di Eboli: un uovo alto un metro e 63 centimetri, composto da 2.500 fiori realizzati a mano. E’ il dono del Gruppo Uncinetto Rosa dell’associazione Noi Amici dell’Hospice e dell’Ospedale di Eboli, un’opera collettiva, costruita filo dopo filo, grazie a chi ha donato la lana, a chi ha intrecciato i fiori e a chi, come le Uncinettine di Lorylù di Altavilla Silentina, ha reso possibile un lavoro tanto imponente quanto simbolico.
In un luogo dove il tempo ha un valore diverso e la sofferenza non conosce pause, quest’uovo diventa una carezza visiva capace di portare luce e umanità dove la speranza convive ogni giorno con il limite. Un dono per i pazienti, per le famiglie e per gli operatori che con dedizione animano una delle strutture più preziose del territorio.
«Questa non è soltanto un’opera artigianale – ha dichiarato il presidente Armando De Martino- ma il simbolo di una comunità che non si gira dall’altra parte. Ogni fiore rappresenta un gesto, un pensiero, una presenza. Ed è proprio questo che cerchiamo di portare ogni giorno all’interno dell’Hospice: vicinanza concreta, umana, autentica»