di Erika Noschese
Si è conclusa a Salerno la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti.
In Prefettura è stata presentata l’indagine “Traffici transnazionali di rifiuti: analisi e proposte di intervento nel contesto della normativa europea”.
Dal report emerge che la mancanza di regole omogenee a livello internazionale ha favorito l’espansione della criminalità ambientale organizzata, ormai attiva attraverso reti transnazionali.
Le differenze nei sistemi di contrasto tra Stati membri e Paesi extra UE, unite a strumenti repressivi non uniformi, hanno consentito ai gruppi criminali di sfruttare le lacune normative più permissive.
I reati ambientali risultano particolarmente redditizi, grazie al divario tra i costi dello smaltimento regolare e quello illecito. Le pratiche illegali alterano inoltre la concorrenza, avvantaggiando imprese devianti capaci di offrire prezzi più bassi.
Tra i fattori critici: controlli doganali limitati, documentazione complessa e sistemi di tracciabilità carenti. La Commissione propone norme UE uniche, una cabina interforze, più poteri alle ARPA e controlli uniformi.