Si complica la vertenza delle Fonderie Pisano di Salerno.
La Regione Campania ha disposto la sospensione del procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), chiedendo all’azienda di presentare entro 30 giorni la documentazione relativa all’avvio delle procedure di Valutazione di impatto ambientale (VIA).
Una decisione che rischia di allungare ulteriormente i tempi, mettendo a repentaglio il futuro occupazionale di oltre cento lavoratori.
A lanciare l’allarme è la Fiom Cgil, che esprime forte preoccupazione per una situazione ormai prossima al punto di rottura.
Gli ammortizzatori sociali disponibili scadranno infatti il prossimo 31 ottobre e, al momento, non si intravedono soluzioni alternative per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro.
Il sindacato ricorda che la proposta aziendale prevedeva la riconversione dello stabilimento di Fratte attraverso l’introduzione di forni elettrici e la dismissione degli impianti a carbone, in attesa dell’individuazione di un’area idonea per un nuovo insediamento produttivo.
Un percorso avviato con la Conferenza dei servizi del 26 agosto e sostenuto anche attraverso l’apertura di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riconvocato per il 14 ottobre.
Per la Fiom, tuttavia, i nuovi adempimenti richiesti dalla Regione appaiono incompatibili con l’emergenza occupazionale. Il rischio concreto è quello di una pesante perdita di posti di lavoro, con conseguenze drammatiche per numerose famiglie.
Il sindacato richiama quindi alle proprie responsabilità sia l’azienda sia le istituzioni, ribadendo la necessità di tutelare contemporaneamente salute e occupazione. Intanto è stata inoltrata una richiesta di confronto urgente a Confindustria Salerno per chiarire le intenzioni aziendali e individuare possibili soluzioni.