Attualità

Fonderie Pisano, il Comune si oppone alla riapertura

By Redazione

July 22, 2026

Il nuovo impianto delle Fonderie Pisano resta incompatibile con l’area in cui sorge lo stabilimento.

Le parole dell’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano Natella, non lasciano spazio a dubbi: il Comune di Salerno è pronto a ribadire la propria contrarietà alla riapertura del sito produttivo di via dei Greci in occasione della Conferenza dei servizi convocata dalla Regione Campania per il prossimo 26 agosto.

L’incontro è stato fissato nell’ambito del procedimento relativo alla riattivazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) delle Fonderie Pisano, sospesa il 25 marzo scorso, provvedimento che ha determinato l’interruzione delle attività produttive dello stabilimento di Fratte.

Alla Conferenza prenderanno parte, oltre alla Regione Campania, il Comune di Salerno, la Provincia, l’Asl, l’Arpac e gli altri enti competenti, chiamati a esaminare nel merito il progetto di decarbonizzazione presentato dalla proprietà il 22 giugno.

L’intervento è stato predisposto in attuazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato n. 1870/2026, con l’obiettivo di superare le criticità evidenziate dalla Regione Campania in merito all’applicazione delle BAT (Best Available Techniques), ossia le migliori tecniche disponibili per garantire un elevato livello di tutela dell’ambiente e ridurre l’impatto delle emissioni.

Il piano industriale prevede una profonda riconversione tecnologica dello stabilimento di Fratte, destinato a diventare un impianto completamente elettrico.

In particolare, è previsto lo smantellamento degli attuali forni a carbone, con la definitiva dismissione dei cubilotti, e l’installazione di tre moderni forni elettrici TRIAL: uno già esistente e autorizzato e due di nuova realizzazione. Secondo l’azienda, la riconversione consentirebbe di abbattere le emissioni e di rendere il ciclo produttivo pienamente coerente con gli standard ambientali più avanzati. Una prospettiva che, tuttavia, non convince Palazzo di Città, deciso a sostenere l’incompatibilità urbanistica e ambientale dell’impianto con il contesto in cui insiste il sito produttivo.

Erika Noschese