Si riapre a Roma il confronto sul futuro delle Fonderie Pisano. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per il 6 ottobre alle 10 un nuovo tavolo sulla vertenza, con la proprietà, le organizzazioni sindacali e gli altri soggetti istituzionali coinvolti. Al centro, ancora una volta, la nuova localizzazione del sito produttivo, necessaria per consentire gli investimenti e la realizzazione del nuovo stabilimento.
Per la Fiom-Cgil di Salerno l’appuntamento dovrà chiarire soprattutto dove potranno essere realizzati concretamente i nuovi investimenti, unica prospettiva, secondo il sindacato, in grado di garantire un futuro alle oltre cento maestranze. Resta però urgente anche il nodo dello stabilimento di Fratte. Dopo l’incontro del 26 agosto, la Fiom chiede di fissare rapidamente la nuova Conferenza dei Servizi, chiamata a valutare la possibile continuità produttiva attraverso i forni elettrici e la completa decarbonizzazione degli impianti.
Il fattore tempo è decisivo: gli ammortizzatori sociali sono ormai agli sgoccioli e potrebbero garantire il reddito dei lavoratori solo per poche settimane. L’azienda avrebbe inoltre posto come condizione per il nuovo stabilimento una fase di ripresa temporanea a Fratte.
Sul procedimento interviene anche Legambiente Campania, che ha depositato osservazioni sul riesame dell’Aia. L’associazione chiede che venga considerata come riferimento la situazione successiva al fermo dell’impianto del marzo 2026 e che la Conferenza dei Servizi valuti l’intero progetto, non interventi per fasi. «Ambiente e lavoro non sono interessi contrapposti», sottolinea la presidente Mariateresa Imparato.
Restano dunque da conciliare prospettiva industriale e occupazionale e tutela ambientale e sanitaria.
La Fiom, infine, chiede chiarimenti sul funzionamento della centralina di monitoraggio installata a Fratte, che da alcuni mesi non rileverebbe più i dati per i quali è stata installata.