Si chiude oggi, almeno sul fronte delle misure cautelari, la lunga fase giudiziaria che ha imposto a Franco Alfieri restrizioni personali per circa due anni. La prima Sezione penale del Tribunale di Salerno, in composizione collegiale, ha disposto la revoca dell’obbligo di dimora cui l’ex sindaco di Capaccio Paestum era sottoposto dallo scorso 10 luglio. Per Alfieri, dunque, non resta al momento alcuna misura cautelare personale.
La decisione è arrivata a seguito dell’istanza presentata dai suoi difensori, gli avvocati Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro. L’obbligo di dimora era stato applicato nell’ambito dell’inchiesta sul presunto scambio elettorale-politico mafioso relativo alle elezioni amministrative del 2019, vicenda nella quale Alfieri è imputato insieme al pregiudicato Roberto Squecco.
Il provvedimento odierno completa un percorso iniziato esattamente due anni fa. Alfieri aveva trascorso 26 giorni nel carcere di Fuorni, a Salerno, prima di passare alla detenzione domiciliare, durata circa 20 mesi. Successivamente, per tre mesi, era stato sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Torchiara. L’ultima restrizione è stata ora cancellata dai giudici salernitani.
Non si tratta, tuttavia, della conclusione delle vicende giudiziarie che riguardano l’ex primo cittadino e già presidente della Provincia di Salerno. Alfieri resta infatti coinvolto in due distinti procedimenti penali.
Il primo è quello relativo agli appalti per la pubblica illuminazione, che si celebra davanti al Tribunale di Vallo della Lucania. In questo procedimento deve rispondere, in concorso, delle accuse di turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, oltre che di falso ideologico.
Il secondo procedimento è invece quello in corso davanti al Tribunale di Salerno e riguarda l’ipotesi di scambio elettorale-politico mafioso contestata in relazione alle Amministrative del 2019 e al rapporto con Squecco. Proprio nell’ambito di questa vicenda Alfieri era sottoposto all’obbligo di dimora revocato oggi.
Resta inoltre aperto un ulteriore fronte giudiziario legato all’inchiesta sul sottopasso di Paestum. In questo caso la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco.
Sul piano cautelare, dunque, Alfieri torna pienamente libero. Sul piano processuale, invece, le contestazioni a suo carico restano al vaglio dei rispettivi tribunali.
Erika Noschese