È scomparso Giovanni Pagano, ricercatore di fama internazionale, originario di Napoli ma profondamente legato al Cilento e a Paestum dove, nel tempo, aveva scelto di piantare le radici più forti: quelle del cuore.
Ricercatore senior presso l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli e collaboratore del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università Federico II, Pagano ha dedicato oltre 40 anni alla ricerca biomedica e ambientale, realizzando numerose pubblicazioni e collaborazioni con NATO e Commissione Europea. È stato uno dei pionieri nello studio della tossicità delle terre rare, di quei metalli come lantanio e neodimio indispensabili a smartphone, auto elettriche e turbine eoliche, indagandone gli effetti sulla salute umana e sugli ecosistemi. Tra i suoi lasciti scientifici più importanti il volume Rare Earth Elements in Human and Environmental Health, testo di riferimento per la comunità scientifica internazionale.
Nel suo pc è custodita. ancora aperta, l’ultima ricerca da inviare a Singapore. Un’immagine che dice tanto su chi Giovanni Pagano è stato: un’ intelligenza viva, sempre in cammino, in perenne viaggio attraverso le sconfinate latitudini della conoscenza; una mente preziosa che metteva la scienza al servizio degli altri grande umiltà. Un uomo colto ed elegante, sagace, ironico con una passione travolgente per le lingue e la politica. I suoi viaggi lo avevano portato ai quattro angoli del mondo, ma il suo cuore restava sempre a Sud, nel Cilento, in quella terra che amava profondamente. E che, con amore, ne custodirà il ricordo.