Cultura ed Eventi

Il Manifesto di Giffoni per il Futuro delle Aree Rurali

By Sud Tv

February 06, 2026

Le aree rurali, attraverso il Manifesto di Giffoni, pubblicazione elaborata da un Think Tank di accademici, economisti agrari e urbanisti provenienti da diversi Atenei nazionali, vengono proiettate verso una nuova centralità strategica a beneficio dell’intera società.

Il documento propone una visione sistemica, capace di integrare funzioni produttive, ambientali, sociali e culturali, superando le tradizionali separazioni tra aree urbane, interne e periurbane. Le aree rurali diventano così laboratori di resilienza, protagoniste attive delle grandi trasformazioni del nostro tempo: cambiamenti climatici, transizione ecologica e digitale, evoluzioni demografiche e sociali.

Il Manifesto valorizza la diversità dei percorsi di sviluppo e delle specificità territoriali, non come ostacolo ma come risorsa fondamentale, per affrontare sfide cruciali quali spopolamento e fragilità idrogeologica, promuovendo al contempo l’integrazione tra filiere agricole e settori emergenti come turismo, welfare territoriale, energie rinnovabili e digitalizzazione.

In questo contesto, un ruolo chiave è affidato alla governance multilivello e all’azione delle Agenzie di Sviluppo Locale, in particolare dei GAL. Il GAL Colline Salernitane, grazie all’esperienza, alla concretezza e alle competenze acquisite, si conferma motore di sviluppo e presidio di legalità, capace di attivare partenariati pubblico-privati, facilitare processi complessi e connettere conoscenza scientifica, politiche di sviluppo territoriale e progettualità di rete, attivando risorse comunitarie.

Il Manifesto di Giffoni si configura come un esercizio di pensiero e responsabilità collettiva, che guarda alle aree rurali come luoghi di futuro, dove sostenibilità, qualità della vita, transizione ecologica e digitale si intrecciano, offrendo nuove opportunità alle giovani generazioni.

Non è solo un documento di indirizzo, ma una vera e propria chiamata all’azione rivolta al mondo accademico, ai decisori pubblici, alle istituzioni e ai corpi intermedi. Un passo decisivo per rendere le aree rurali protagoniste di uno sviluppo equo, inclusivo e duraturo, capace di segnare una inversione di tendenza nel perdurante spopolamento.