di Erika Noschese
Un polmone verde, tra i pochi presenti in città, sospeso in un equilibrio precario tra cura e degrado. Il nostro viaggio all’interno del Parco del Mercatello ci ha restituito una sensazione diffusa di abbandono, quasi di disordine, come se lo spazio fosse lasciato a sé stesso senza una visione chiara di gestione e valorizzazione.
L’area sgambamento cani, che dovrebbe rappresentare un luogo sicuro e accogliente per gli amici a quattro zampe, appare invece come un cumulo di rifiuti: una situazione che non solo compromette il decoro, ma rende anche l’ambiente potenzialmente pericoloso. Non va meglio nel resto del parco, dove a fare da padrona è l’erba alta, segno evidente di una manutenzione ordinaria carente o comunque insufficiente a garantire la fruibilità degli spazi.
Eppure, non mancano elementi di contrasto. Vi è infatti una zona, quella che ospita l’orto botanico, mantenuta in condizioni decisamente migliori.
Qui l’erba è curata, gli spazi appaiono più ordinati e si percepisce un’attenzione diversa. Tuttavia, anche in quest’area emergono criticità: si segnala la presenza di persone senza fissa dimora e di cittadini che utilizzano questi spazi come luogo di ritrovo per il consumo di alcol, generando una percezione di insicurezza.
Il Parco del Mercatello si presenta dunque come un luogo dalle grandi potenzialità, ma segnato da una gestione disomogenea.
Da un lato, aree che mostrano ciò che il parco potrebbe essere; dall’altro, zone lasciate al degrado che ne compromettono l’immagine complessiva.
Un intervento strutturato e continuo di manutenzione, unito a una maggiore attenzione al controllo e alla vivibilità degli spazi, potrebbe restituire a questo polmone verde il ruolo centrale che merita all’interno della città.