Attualità

Riorganizzazione della rete scolastica: accorpamenti e nuovi istituti nel Salernitano

By Sud Tv

January 28, 2026

La Regione Campania ha dato il via libera al piano di dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027, introducendo una significativa riorganizzazione degli istituti nella provincia di Salerno. Il provvedimento prevede numerosi accorpamenti che modificheranno l’assetto scolastico in diversi comuni del territorio.

[di Maria Vita Della Monica Erika Noschese]

Nel capoluogo, il piano prevede la costituzione di un nuovo istituto superiore nato dalla fusione tra l’IIS “Giovanni XXIII” e l’ IISS “Santa Caterina da Siena – Amendola”.

La città di Eboli vedrà la nascita di un nuovo istituto comprensivo attraverso l’accorpamento tra Eboli I, ovvero la Direzione Didattica Primo Circolo “Vincenzo Giudice” e l’IC “Matteo Ripa”.

A Sarno è prevista la nascita di un istituto comprensivo attraverso l’accorpamento dell’IC “Amendola” con il Sarno II, razionalizzando così la presenza scolastica sul territorio comunale.

Il comune di Angri sarà interessato da una profonda riorganizzazione che coinvolgerà diversi plessi attraverso tre distinti accorpamenti. L’ottimizzazione della rete scolastica comunale prevede la costituzione di un istituto comprensivo dall’unione tra Angri 1 “S. Alfonso M. Fusco” e i plessi di via Alighieri 21-23 (plesso Opromolla) provenienti dalla scuola media “Galvani Opromolla”. Un altro istituto comprensivo verrà creato mediante l’accorpamento tra il Terzo Circolo e i plessi di via Dante Alighieri 27-28 (plesso Galvani), anch’essi dalla scuola media “Galvani Opromolla”. Infine, l‘IC “D.E. Smaldone” verrà unito al plesso di via Lazio, proveniente dal Terzo Circolo.

In tutti i casi, l’attribuzione della sede legale viene demandata all’Ufficio Scolastico Regionale, nel rispetto della normativa vigente, in applicazione delle linee guida regionali, nonché in ragione dei fabbisogni di platea e delle esigenze della comunità scolastica coinvolta.

Questi interventi si inseriscono nel più ampio processo di razionalizzazione della rete scolastica regionale, con l’obiettivo di garantire una maggiore efficienza organizzativa e una migliore distribuzione delle risorse sul territorio salernitano. Si tratta, tuttavia, di provvedimenti che potrebbero non trovare riscontri positivi nelle comunità coinvolte. Le fusioni tra istituti storici del territorio rappresentano, infatti, scelte delicate che toccano identità consolidate e legami radicati con le realtà locali.