Roscigno (Sa). Racconta del borgo cilentano di Roscigno, un paesino arroccato sui monti Alburni e situato nel cuore del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni, nel salernitano, il romanzo “Le stagioni di una vita” di Francesco Puccio e Giulia Romoli, che ripercorre, attraverso gli scritti trovati in un vecchio diario, la storia della famiglia Gasparri.
Un volume che racconta di una famiglia del Mezzogiorno che, come tante, fu costretta a fare i conti con l’emigrazione dal Cilento verso l’America, alla ricerca di fortuna e riscatto, senza mai lasciare e interrompere i legami con la terra natia Roscigno Vecchia.
Famiglia che ha dato i natali al senatore della Repubblica Italiana e noto esponente politico Maurizio Gasparri, che con la città natale di suo padre, il generale dei carabinieri Domenico Gasparri, grazie al quale si deve la riscoperta della storia familiare dalla quale è stato tratto il romanzo, ha sempre tenuto ben saldi i legami con il Cilento, non facendo mai mancare la sua presenza sul territorio.
Un legame antico e di amore con la sua terra natia e la sua famiglia, quello che caratterizza la storia stessa del senatore di centrodestra, giornalista, già ministro delle comunicazioni con il Governo Berlusconi e attualmente presidente della Commissione Difesa al Senato, racchiuso in oltre un secolo di storia nel volume che sarà presentato tra qualche giorno al Senato a Roma e dedicato ai fratelli Domenico e Albino Gasparri, in occasione del centenario della nascita di Albino, che fu anche sindaco di Roscigno dal 1975 al 1977.
Romanzo che racchiude e racconta la storia di emigrazione del nonno del senatore, che lasciò Roscigno per gli Stati Uniti, e il legame tra due dei figli: Albino, diventato sindaco di Roscigno, e Domenico Gasparri, quest’ultimo trasferitosi prima a Cava de’ Tirreni e poi a Roma, il cui dialogo viene spezzato dalla morte improvvisa e tragica di Albino.
Attorno a loro si muove una comunità custode di un mondo antico, con la madre Nicoletta, le sorelle Costantina e Margherita, rimaste in paese a proteggere la terra e il focolare, simboli di una resistenza silenziosa e profonda.
Sarà proprio Domenico, molti anni dopo la scomparsa del fratello, a ritrovare un vecchio diario del fratello, che diventa occasione per riprendere quella conversazione interrotta, dimostrando come il tempo e la morte non interromperanno mai i legami e la forza del racconto.