Potrebbe chiudersi domani, in via definitiva, la vicenda del Grand Hotel Salerno.
Mancano infatti meno di 24 ore alla scadenza dell’ultimatum lanciato dal sindaco Vincenzo De Luca alla società che ha realizzato su suoli comunali e gestisce la struttura alberghiera. Se entro mercoledì 12 agosto non saranno versati i tributi dovuti – circa 9 milioni di euro tra Imu, Tari e imposta di soggiorno – il Comune procederà alla sospensione della licenza.
A criticare duramente l’amministrazione sono i consiglieri di opposizione Franco Massimo Lanocita, Rino Avella, Claudio Russolillo e Giso Amendola. Secondo gli esponenti di sinistra, la vicenda «evidenzia innanzitutto la debolezza del Comune nella riscossione di tributi e tasse», una situazione che avrebbe contribuito al deficit di bilancio dell’ente, con l’adesione al decreto “Salva Comuni” e l’aumento delle imposte a carico dei cittadini.
I consiglieri chiedono di chiarire quali misure siano state adottate per migliorare le performance dell’Ufficio Tributi e verificare eventuali responsabilità o omissioni da parte degli uffici e delle amministrazioni succedutesi negli ultimi quattordici anni.
Nel mirino finisce anche la vendita dei suoli dell’ex cementificio alla foce dell’Irno, operazione sulla quale sarebbe in corso un’indagine della Procura. L’opposizione sostiene che il patrimonio immobiliare del Comune si sia progressivamente ridotto attraverso diverse alienazioni, tra cui anche quelle dell’ex Ufficio di Igiene di via Settimio Mobilio e dell’ex Procura di via Rafastia.
«Quando si tratta di vendere beni pubblici di rilevante valore – concludono – la cittadinanza deve essere interpellata attraverso referendum consultivi».