C’è un giornalismo che non insegue il rumore, ma scava nella realtà con intelligenza, ironia e rigore. È quello di Enzo Todaro, decano della cronaca salernitana, che ieri ha presentato il suo nuovo libro “Altre punture di spillo” nello showroom Il Cigno – Arte & Design di Corso Garibaldi.
Settantadue anni di inchieste, articoli e battaglie civili trovano spazio in una raccolta che racconta Salerno senza sconti. Disservizi, contraddizioni amministrative, ferite urbane e promesse mancate vengono attraversate con lo stile che ha reso Todaro una firma riconoscibile: sarcasmo sottile, osservazione puntuale e un amore profondo per la sua città.
A dialogare con l’autore i giornalisti Gabriele Bojano, Erminia Pellecchia e Paolo Romano, che hanno sottolineato il valore di un giornalismo “artigiano”, capace ancora di entrare nel merito dei problemi e di stimolare coscienza critica.
Nel corso della serata si è parlato delle problematiche che attanagliavano Salerno ieri e che, in molti casi, restano attuali ancora oggi. Temi affrontati con il tratto distintivo delle “punture di spillo”: brevi affondi che non colpiscono per distruggere, ma per risvegliare attenzione e responsabilità collettiva.
Un omaggio doveroso a Enzo Todaro, ma anche a chi continua a credere in un giornalismo libero, coraggioso e al servizio della comunità. Perché una città migliora solo quando qualcuno ha ancora il coraggio di raccontarne la verità.