Che cosa significa davvero dire “sto bene”? È da questa domanda che ha preso forma la tappa salernitana di #NonCiFermaNessuno, la campagna sociale di Luca Abete che ha coinvolto centinaia di studenti nell’Aula De Rosa del campus di Fisciano dell’Università degli Studi di Salerno. «A Salerno oggi ho ascoltato gli studenti con molta attenzione e ho avuto conferma che non sono i ragazzi a essere in difficoltà – afferma Abete –. È il contesto che abbiamo costruito per loro a creare disagio».
Dodicesima edizione del tour il cui claim è “Dimmi davvero come stai”: un invito rivolto alle nuove generazioni a superare il “benegrazismo”. Un termine coniato dallo stesso Abete per indicare la tendenza a rispondere in modo automatico e superficiale alla domanda “come stai?”. «Sulle speranze dei ragazzi ricadono scelte fatte da chi non lo è più e ha dimenticato di esserlo stato. Per questo motivo creiamo in ogni università il contesto giusto per un confronto senza filtri e condizionamenti in cui ognuno può raccontarsi liberamente».
In linea con questa filosofia nasce anche il laboratorio dei linguaggi della comunicazione diretto da Luca Abete, riservato a 15 studenti per tappa. Un hub interattivo e formativo realizzato, in questo caso, col supporto operativo del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’UniSA, in cui gli studenti potenziano le proprie skill, utilizzando i linguaggi e gli strumenti tipici della loro generazione, operando in modo pratico grazie al supporto operativo dello staff di esperti della New Lab Production. «A tutti i partecipanti è stato consegnato un attestato – ha sottolineato Abete – ma soprattutto resta aperto uno spazio di continuità: chi entra a far parte del #NCFN LAB resta per noi un punto di riferimento per proseguire l’azione di divulgazione dei valori tanto cari alla community e utili a molti studenti. Per loro una opportunità anche di perfezionamento in occasione di futuri sviluppi lavorativi».
Un metodo moderno e capace di incontrare l’apprezzamento degli studenti: «È stata un’esperienza che ci ha messo davvero in gioco», racconta Andrea. «Abbiamo imparato a comunicare usando i nostri linguaggi, in modo autentico», aggiunge Chiara. Dello stesso avviso anche Gennaro: «Qui non sei spettatore, diventi protagonista». Per Maria, invece, «questo laboratorio ti dà strumenti concreti e ti fa capire il valore delle idee», mentre Federica sottolinea: «È un’occasione che ti cambia il modo di vedere la comunicazione».
In aula l’intervento del Rettore Virgilio D’Antonio: «Eventi di questo tipo aiutano la comunità studentesca a trovare incoraggiamento nel loro cammino personale e definizione di strumenti per affermarsi in quello professionale».