Rischia di perdere la premialità da 2,8 milioni di euro, il progetto di rigenerazione dell’ex Pastificio Pezzullo a Eboli?
È il dubbio che si fa strada dopo una nota di riscontro del 27 agosto, in cui la Struttura RUP del Comune ha definito «inverosimili e manifestamente incongrui» i cronoprogrammi trasmessi per quello che è, di fatto, l’intervento principale del PRIUS cittadino, il Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile con cui la Regione Campania, nell’ambito del Programma del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale finanzia i Comuni del territorio individuati come poli urbani.
Il rilievo arriva a ridosso di due determinazioni dirigenziali che affidano la responsabilità tecnica dei due interventi finanziati: 11,4 milioni di euro, interamente fondi europei, per la rigenerazione dell’ex Pastificio; 2,8 milioni, ancora non ammessi a finanziamento, per la premialità collegata. La questione è tutta nei tempi: sarà possibile rispettare la tabella di marcia? Prima di bandire le gare serve, infatti, il DIP- documento di indirizzo della progettazione che, per importi sopra i 2 milioni, impone anche l’uso del BIM, la gestione digitale del progetto in tutte le sue fasi.
Un lavoro tecnico che, a quanto pare, potrebbe richiedere più del previsto. Ed è qui che i margini si fanno stretti: Eboli ha, infatti, tempo fino al 31 dicembre 2026 per sbloccare la quota premiale. Un ritardo sul DIP rischierebbe di far slittare bando e cantiere, con la possibile perdita dei 2,8 milioni aggiuntivi della premialità.
L’intervento di recupero dell’ex Pastificio Pezzullo, da decenni atteso in città, ha una storia fatta di ritardi e polemiche. Anche durante il mandato dell’ex sindaco Mario Conte è stato al centro di uno scontro interno alla maggioranza sul PRIUS, con il consiglio comunale che lo aveva indicato come intervento prioritario, in contrasto con la linea tenuta dall’ex assessore all’Urbanistica Marisei. Che quel contrasto abbia pesato anche sui ritardi di oggi, resta una domanda aperta. Intanto le prossime settimane saranno decisive per fissare nuovi cronoprogrammi, in linea con la complessità dell’opera.