Le aree rurali, attraverso il Manifesto di Giffoni, pubblicazione elaborata da un Think Tank di accademici, economisti agrari e urbanisti provenienti da diversi Atenei nazionali, vengono proiettate verso una nuova centralità strategica a beneficio dell’intera società.
Il documento propone una visione sistemica, capace di integrare funzioni
produttive, ambientali, sociali e culturali, superando le tradizionali separazioni tra aree urbane, interne e periurbane. Le aree rurali diventano così laboratori di resilienza, protagoniste attive delle grandi trasformazioni del nostro tempo: cambiamenti climatici, transizione ecologica e digitale, evoluzioni demografiche e sociali.
Il Manifesto valorizza la diversità dei percorsi di sviluppo e delle specificità territoriali, non come ostacolo ma come risorsa fondamentale, per affrontare sfide cruciali quali spopolamento e fragilità idrogeologica, promuovendo al contempo l’integrazione tra filiere agricole e settori emergenti come turismo, welfare territoriale, energie rinnovabili e digitalizzazione.
In questo contesto, un ruolo chiave è affidato alla governance multilivello e all’azione delle Agenzie di Sviluppo Locale, in particolare dei GAL. Il GAL Colline Salernitane, grazie all’esperienza, alla concretezza e alle competenze acquisite, si conferma motore di sviluppo e presidio di legalità, capace di attivare partenariati pubblico-privati, facilitare processi complessi e connettere conoscenza scientifica, politiche di sviluppo territoriale e progettualità di rete, attivando risorse comunitarie.
Il Manifesto di Giffoni si configura come un esercizio di pensiero e responsabilità collettiva, che guarda alle aree rurali come luoghi di futuro, dove sostenibilità, qualità della vita, transizione ecologica e digitale si intrecciano, offrendo nuove opportunità alle giovani generazioni.
Non è solo un documento di indirizzo, ma una vera e propria chiamata all’azione rivolta al mondo accademico, ai decisori pubblici, alle istituzioni e ai corpi intermedi. Un passo decisivo per rendere le aree rurali protagoniste di uno sviluppo equo, inclusivo e duraturo, capace di segnare una inversione di tendenza nel perdurante spopolamento.



