Home Cronaca Ruggi, donna trans rifiuta ricovero in reparto maschile

Ruggi, donna trans rifiuta ricovero in reparto maschile

Iolanda è una donna trans. Vive a Salerno e da circa sei giorni è al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi d’Aragona. Dopo quasi una settimana, si libera un posto letto: l’azienda le propone un reparto maschile. Lei rifiuti: è donna, fisicamente e psicologicamente.

La motivazione della struttura ospedaliera era puramente: Iolanda è biologicamente un uomo e non può essere ricoverato nei reparti femminili.

Di fronte a una sistemazione inaccettabile e lesiva della propria dignità, Iolanda, nonostante le precarie condizioni di salute, si è vista costretta a rifiutare il ricovero e ad abbandonare l’ospedale, mettendo a serio rischio la propria incolumità fisica pur di non subire quella che ha vissuto come una vera e propria violenza psicologica.

Ad occuparsi del caso è Loredana Rossi dell’Associazione Trans Napoli, la quale ha coinvolto Antonello Sannino, Presidente dell’Osservatorio LGBTQIA+ della Regione Campania. Giunti al Ruggi, i rappresentanti hanno inizialmente incontrato un muro di intransigenza: la responsabile del Pronto Soccorso ha negato dignità e rispetto alla paziente, in una palese violazione del Giuramento di Ippocrate e delle tutele costituzionali. La salute di una donna rischiava di essere svenduta per un pregiudizio e per burocrazia.

In tarda serata arriva la svolta, dopo ore di calvario fuori il pronto soccorso dell’ospedale, tra lampi e pioggia, la situazione si sblocca grazie all’intervento diretto del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, coadiuvato dagli assessori Pecoraro e Morniroli. La mediazione ha portato a una presa di coscienza immediata da parte dei vertici ospedalieri.

La Direzione Sanitaria del Ruggi si è attivata prontamente, porgendo le proprie scuse ufficiali a Iolanda per quanto subito e provvedendo a una sistemazione dignitosa e consona alla sua identità di genere e alla sua persona.

Il Presidente Fico ha dichiarato la propria disponibilità ad attivarsi immediatamente per la stesura di linee guida specifiche, strumenti necessari per dotare le strutture sanitarie di protocolli adeguati. L’obiettivo è garantire che simili episodi di discriminazione non si verifichino mai più e che venga data assoluta precedenza al diritto alla salute, nel pieno rispetto della dignità di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, senza distinzione alcuna.