di Erika Noschese
Ancora una svolta nel processo per l’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo. Ieri, l’ultima udienza preliminare ha scritto una pagina che ha scosso tutti, accusa e difesa: il carabiniere Fabio Cagnazzo è stato prosciolto dall’accusa di omicidio.
Per la Procura, infatti, era il mandante dell’assassinio di Vassallo e la mente dietro il depistaggio.
A sciogliere ogni accusa è stato il Gup del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, che ha ribaltato uno scenario che, sin dall’inizio, sembrava chiaro.
Il PM aveva chiesto il rinvio a giudizio del colonnello dell’Arma dei Carabinieri, ma il giudice per l’udienza preliminare lo ha prosciolto, di fatto accogliendo la tesi dell’avvocato difensore Ilaria Criscuolo, che ha sempre posto l’accento sulla carenza di gravi indizi di colpevolezza.
Disposto il rinvio a giudizio, invece, per l’ex brigadiere dei Carabinieri Lazzaro Cioffi e per l’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi accusati di omicidio, e per Giovanni Cafiero, che risponde di violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti.
L’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, le cui dichiarazioni sono state ritenute dalla Cassazione contrastanti e sulla base delle quali ha cercato di accreditarsi come collaboratore, ha invece scelto e ottenuto di essere processato con rito abbreviato: anche lui risponde di omicidio per aver partecipato a un sopralluogo avvenuto qualche giorno prima del delitto.
Per gli imuputati, il processo inizierà il prossimo 9 luglio, mentre per Ridosso è fissato al 24 aprile.
“È andata male”, si è limitato a dire Antonio Vassallo, figlio del sindaco pescatore, che ha lasciato l’aula di tribunale subito dopo la lettura della sentenza, tra lo sconcerto dei parenti e le lacrime dei presenti.vassa



