di Erika Noschese
Due incidenti mortali in 72 ore. Due vite spezzate. Due famiglie distrutte dal dolore.
Ciro Di Martino, 49 anni, e Vincenzo Romano, 38, hanno – o forse sarebbe più opportuno dire avevano – in comune la passione per il loro lavoro.
Vincenzo Romano ha perso la vita ieri, colpito al collo da una lastra d’acciaio. Lavorava presso la ditta di calcestruzzo Adinolfi, a Sicignano degli Alburni, dopo una vita trascorsa come pescatore.
La tragedia si è verificata intorno alle ore 12. In pochi istanti, forse a causa di una distrazione, la lastra d’acciaio lo ha colpito. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime: i colleghi hanno allertato il 118, ma all’arrivo dei soccorsi la situazione era ormai disperata. È morto durante il trasporto in ospedale.
Sono due le comunità in lutto: Vibonati, dove era nato e cresciuto, e San Giovanni a Piro, dove viveva con la moglie e un figlio di nove mesi.
Le indagini sono state affidate ai carabinieri della Compagnia di Eboli, agli ordini del capitano Greta Gentili. La salma, posta sotto sequestro, è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’autopsia, mentre sono già stati avviati i primi interrogatori: i colleghi potranno contribuire a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Intanto, Patrizia Spinelli, segretaria generale della FenealUil di Salerno, chiede maggiori controlli nei cantieri e una formazione più adeguata per operai e titolari. Dalla sindacalista arriva un vero e proprio grido d’allarme per una morte – l’ennesima – che, forse, avrebbe potuto essere evitata.



