di Erika Noschese
Il settore edile salernitano mostra segnali di vitalità ma contraddittori per certi versi perché se da una parte si evidenzia una contrazione delle entrate programmate (-7,5% rispetto al 2024) le previsioni per il 2026 suggeriscono un incremento del +12,7%. A snocciolare i dati l’Ance Aies Salerno, attraverso il presidente Fabio Napoli.
Il dato trimestrale 2026 suggerisce un possibile recupero della domanda di lavoro nel settore edile, probabilmente sostenuto dalla riattivazione di cantieri e/o interventi programmati a inizio anno, delineando un quadro di maggiore dinamismo rispetto alla chiusura del 2025.
Altro elemento da considerare è quello relativo alla domanda di manodopera con le imprese che continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale qualificato nel 41–45% dei casi.
Il numero di imprese attive in base all’ultimo rilevamento effettuato (31 dicembre 2025) è passato da 2.882 a 2.602, segnando una flessione del -9,7%, un segnale di una sofferenza che colpisce soprattutto le piccole realtà.
Questa contrazione può essere letta come conseguenza delle difficoltà burocratiche, della gestione dei crediti fiscali e della minore liquidità disponibile, fattori che rischiano di indebolire la struttura imprenditoriale locale.
“In questo scenario – dice il presidente di ANCE Salerno, Fabio Napoli – è di fondamentale importanza rafforzare le sinergie tra istituzioni, mondo imprenditoriale e professionisti per affrontare le sfide future e garantire continuità allo sviluppo del settore, puntando sulla qualità, sulla digitalizzazione, sulla rigenerazione urbana e sulla sostenibilità. Servono nuove politiche industriali per il settore delle costruzioni, semplificazioni, certezze normative e un forte impegno per favorire partenariati pubblico-privati, rigenerazione urbana e infrastrutture sostenibili”.
A trainare il settore è il comparto dei lavori pubblici, che ha fatto registrare una crescita, stimata a dicembre 2025, del +29,3% a conferma dell’effetto positivo delle risorse PNRR e degli investimenti pubblici. Al contrario, i lavori privati, segnano un preoccupante -10,6%, contrazione legata alla riduzione degli incentivi e all’incertezza normativa e fiscale.
“Il quadro provinciale – conclude il presidente Napoli – rispecchia l’andamento nazionale, importante crescita del settore pubblico grazie agli investimenti PNRR, segnali di debolezza del settore privato”.
La flessione del numero di imprese, la riduzione degli addetti e il calo nelle ore lavorate richiedono attenzione e interventi mirati, anche per prepararsi alla fine del ciclo straordinario di investimenti pubblici previsto per il giugno 2026, termine entro il quale dovranno essere conclusi molti interventi finanziati. Il rischio è un vuoto di programmazione e investimenti che potrebbe accentuare la contrazione già visibile nel privato e indebolire ulteriormente il tessuto imprenditoriale locale.



